ScuolaZoo: «Così ho trasformato un blog in un’impresa milionaria»

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paolo de nadai scuolazoo

Paolo De Nadai, 29 anni, di Padova, ha creato una community di studenti con oltre 2,3 milioni di utenti unici al mese. Oggi è cofounder e Ceo di tre società e della holding che le controlla: OneDay Group, 70 dipendenti e un fatturato da 10 milioni di euro.

È riuscito a trasformare un blog, nato come passatempo tra i banchi di scuola, in una vera e propria impresa. Paolo De Nadai, 29 anni, di Padova, ha creato ScuolaZoo, una community di studenti con oltre 2,3 milioni di utenti unici al mese. Ce l’ha fatta spinto dalla passione e dalla voglia di cambiare il mondo della scuola e dar voce ai ragazzi. Oggi è cofounder e Ceo di tre società e della holding che le controlla. Si chiama OneDay Group, conta 70 dipendenti (età media 26 anni) e un fatturato da 10 milioni di euro.

Com’è nata l’idea di ScuolaZoo?

«Era il 2006. Frequentavo il liceo scientifico a Padova. Insieme al mio amico, e futuro socio, Francesco Nazaro Fusetti creiamo un giornalino online della nostra scuola. Durante il mio esame di maturità il professore di italiano si addormenta in aula. Pubblico la foto online. E scrivo un’email a Studio Aperto, che realizza un servizio. Avevamo toccato un nervo scoperto: migliaia di ragazzi ci hanno contattato raccontando le loro storie. Ad aprile del 2007 è nata la community che denuncia la “malascuola”. Per i primi due anni è stata una passione. Intanto, ho continuato a studiare. Mi sono laureato in Economia».

Come avete sviluppato il progetto?

«Gli utenti sono arrivati grazie alla clamorosa copertura mediatica. Nel 2007 erano di moda YouTube e i blog, i forum morivano, il marketing virale ancora non esisteva. Abbiamo seguito l’evoluzione dei media, utilizzando gli strumenti di comunicazione giusti, i social. Non abbiamo mai raccolto investimenti».

Avete guadagnato fin dall’inizio?

«Sì, con pubblicità e licensing: con il nostro brand realizziamo merchandising, zaini, penne-bigino, astucci e un diario, di cui abbiamo venduto 850mila copie. Abbiamo anche un terzo modello di revenue: i viaggi. Dal 2009 organizziamo viaggi di maturità e viaggi evento. Ci rivolgiamo anche ad altri target: universitari, LGBT, amanti di musica elettronica. Prima ci affi davamo a un tour operator. Poi abbiamo internalizzato l’attività, creando una Srl turistica insieme alla nostra terza socia, Betty Pagnin. Al momento le società sono:
ScuolaZoo, SGTour e la media agency ZooCom. Tutte in OneDay Group, che è anche una
business factory: aiuta startup e pmi a crescere. Nel 2016 abbiamo finanziato quattro
startup con 800mila euro di investimenti».

Le difficoltà più grandi del fare impresa?

«È difficile trovare gente in gamba, che ragioni in modo creativo e non convenzionale.
E anche avere credibilità. A 20 anni non è facile farsi ascoltare. Ci siamo riusciti con faccia tosta e incoscienza. Mi sono trovato faccia a faccia con il ministro dell’Istruzione e a parlare di ScuolaZoo in tv. A 20 anni, ti butti. Ma ancora oggi il mio motto è Work hard, Party hard. Perché bisogna lavorare divertendosi».

Cosa serve per farcela?

«Per costruire valore, che deve essere il vero obiettivo di un’impresa, servono team e soci giusti. Perché è più facile divorziare che cambiare socio!».

INFO: www.scuolazoo.com

Tratto dall’articolo “Facciamo community (e business)” pubblicato su Millionaire di luglio 2017.

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