Longevity Economy e la corsa all’eterna giovinezza. Ecco come i miliardari investono il denaro per restare vivi più a lungo.
C’è una famosa pellicola del 1985 dal titolo Cocoon – L’energia dell’universo, in cui, facendo il bagno nella piscina di un vicino, tre anziani ospiti di una casa di riposo ritrovano l’energia della giovinezza. Scopriranno che questa energia vitale è sprigionata da strani massi depositati sul fondo della piscina, che in realtà contengono i resti di extraterrestri risalenti a cento secoli prima. In poco tempo, tutti recuperano lo slancio dei vent’anni e, insieme, accettano di partire verso il pianeta alieno per rimanere giovani per sempre.
Questa è solo la trama di un film. Ma nel mondo di oggi, dove i miliardari non si accontentano più di volare con jet privati o soggiornare in ville lussuose, il nuovo status symbol è avere un aspetto giovane e, soprattutto, farlo durare il più a lungo possibile. Secondo la classifica Forbes America del 2025, nel mondo ci sono più di 3.000 miliardari, il cui patrimonio complessivo ammonta a 16.100 miliardi di dollari. Un capitale enorme che, tornando al tema dell’eterna giovinezza, consente di destinare alla ricerca scientifica investimenti estremamente onerosi.
L’idea di una longevità duratura ossessiona da tempo titani della tecnologia e magnati del business come Jeff Bezos e Mark Zuckerberg, impegnati nel finanziare tecniche e trattamenti in grado di rallentare l’invecchiamento.

Nel cuore della Silicon Valley, una delle aziende più innovative è Altos Labs, partita con un finanziamento di 3 miliardi di dollari e con l’obiettivo di trasformare la medicina attraverso la programmazione del ringiovanimento cellulare. A finanziare l’idea, oltre allo stesso Bezos nel 2022, anche il fisico russo-israeliano Yuri Milner, co-fondatore ed ex presidente di Mail.ru Group e fondatore della società di investimento DST Global. Il patron di Amazon ha investito anche in Unity Biotechnology, azienda focalizzata sullo sviluppo di terapie per il trattamento delle patologie legate all’età.
Dal 2012 anche Peter Thiel, fondatore di PayPal, ha mostrato interesse verso le tecnologie in grado di “arrestare il tempo”: «Tutti dicono che la morte è naturale, che fa parte della vita. Io penso che non ci sia niente di più lontano dalla verità», aveva dichiarato in un’intervista a Business Insider. Thiel ha firmato per essere ibernato dopo la morte, nella speranza di essere resuscitato, e nel frattempo ha donato milioni alla Methuselah Foundation di David Gobel, no profit che vuole “rendere i 90 i nuovi 50”. A investire in Methuselah con oltre 13,6 milioni di dollari nel 2021 è stato anche Vitalik Buterin, co-fondatore di Ethereum e tra i più giovani miliardari del mondo nel settore delle criptovalute. Il sogno più grande di Gobel? Il ringiovanimento del midollo osseo: «Se si riesce a ringiovanire il midollo osseo, si può ringiovanire qualsiasi cosa».
Risale invece a dieci anni fa l’impegno di Mark Zuckerberg e della moglie Priscilla Chan. Nel 2016 i due avevano annunciato che la loro organizzazione filantropica, la Chan Zuckerberg Initiative, avrebbe investito tre miliardi di dollari nella ricerca biomedica per migliorare l’aspettativa di vita entro la fine del secolo.
Nella rosa dei miliardari attratti dall’immortalità c’è anche Sam Altman, il padre di ChatGPT, che nel 2023 ha finanziato con 180 milioni di dollari Retro Biosciences, startup nata con l’obiettivo di allungare la vita di dieci anni. «Ho preso tutto il mio patrimonio netto liquido e l’ho messo nelle due società», aveva spiegato. Oltre a “cercare di mangiare sano, fare esercizio fisico e dormire a sufficienza”, Altman ha dichiarato di assumere regolarmente metformina, farmaco per il diabete diventato popolare anche negli ambienti della Silicon Valley per il suo potenziale effetto sulla salute a lungo termine.
E che dire di Sergey Brin e Larry Page, fondatori di Google? Nel 2013 hanno creato Calico (California Life Company) per contrastare l’invecchiamento e le patologie correlate e, l’anno successivo, hanno stretto un accordo con la multinazionale farmaceutica AbbVie per sviluppare e commercializzare nuovi farmaci contro le malattie legate all’età avanzata.
Spostandoci in Russia, c’è un altro miliardario che sogna di vivere per sempre: Dmitry Itskov. Il suo progetto, nato nel 2011, è degno di un film di fantascienza. Si chiama 2045 Initiative e consiste nel creare “un modello computerizzato del cervello e della coscienza umana”. In sintesi, secondo Itskov, tramite un avatar sarà possibile caricare dati provenienti dal cervello e tratti della personalità, creando una copia digitale della mente: una versione non biologica in grado di vivere per centinaia di migliaia di anni.

Anche in Italia, considerando il peso crescente della longevity economy, la ricerca sull’anti-invecchiamento potrebbe rappresentare un’area promettente per gli investimenti. Secondo i dati Istat, gli over 50 sono responsabili di circa il 67,7% dei consumi, mentre la popolazione in età lavorativa è prevista in forte calo e la quota di over 65 è destinata a salire fino al 34,6% entro il 2050, rispetto all’attuale 24,7%.
Non tutti, però, sono d’accordo con la conquista dell’immortalità. Tra loro l’imprenditore e politico Elon Musk, che ha dichiarato: «Morire è importante. La maggior parte delle persone non cambia idea, ma muore e basta. Se vivessimo per sempre, la nostra società potrebbe restare paralizzata. Le nuove idee non potrebbero avere successo».
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