Street food gluten free: i sapori del Venezuela a Milano su un truck food

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street food gluten free El caminante

Pedro Hernandez ha creato El Caminante. Porta a Milano la fantasia dei cibi del Venezuela.

L’hanno chiamato El Caminante il loro truck food, perché Pedro Hernandez, 37 anni, di strada ne ha fatta tanta, dal Venezuela a Milano: 8.844 km… È venuto a Milano per un Master in Business administration, ha fatto il modello, per mantenersi. Qui incontra una designer di moda. Si innamorano e progettano un’attività da fare insieme. Protagonista: il cibo di qualità, tra Venezuela e Italia. Con Monica Cabras, 40 anni, che ha sposato, ha creato un ristorante su ruote, dove propone le arepas, focaccine di mais del suo Paese, cotte sul momento e farcite con carni, pesce fresco, vegetali e salse speciali. Uno street food gluten free, leggero e digeribile, in ricette fusion studiate dallo chef Mattia Chiesa.

«Abbiamo puntato sull’immagine e sulla tecnologia. Tra studio di design e realizzazione, il nostro truck food ha comportato un investimento di circa 150mila euro. E un anno di lavoro. Poi siamo partiti, due anni fa. Affittiamo un laboratorio, per le cotture e le lunghe preparazioni, a bassa temperatura e sottovuoto. I cibi sono poi riscaldati e ultimati sul truck food, grazie al sottovuoto. Il cliente spende 8 euro per un’arepas, 10-12 per un pasto completo».

Dove lavorate?

«Evitiamo i festival. Vorremmo creare una rete di truck food per organizzare in proprio i nostri eventi. Intanto, abbiamo zone dove i clienti ci aspettano, a Milano. E aziende come Vodafone, cui forniamo il catering o dove ci posizioniamo in giorni stabiliti».

Come vanno gli affari?

«Ipotizziamo di fatturare tra 150mila e 200mila euro l’anno, Il fatturato mensile varia, anche in base alla stagione, da 7mila a 20mila euro. In un giorno lavorativo, serviamo circa 50 persone, con un incasso di 200-300 euro. Non è una vita facile quella dell’imprenditore nello street food. Freddo in strada, caldissimo alle piastre. Muoversi continuamente. Ma questo progetto è come un figlio per noi. E la gente ci segue: ci hanno sostenuto 3mila follower, quando un servizio su Canale 5 ha sollevato la questione ristoranti: ci vedono come competitori che rubano i clienti, che non pagano le tasse. Ma non è così. Noi diamo un servizio in più, il nostro target cerca un pasto veloce e di qualità, non ha tempo per il ristorante. Abbiamo meno costi fissi, ma anche noi abbiamo un dipendente e personale a chiamata, paghiamo tasse e imposte sui rifiuti, per non dire dei fee ai festival e dei tributi ai comuni».

Progetti futuri?

«Qui è tutto più complicato e costoso. Stiamo meditando di trasferirci a Londra. Ma anche di aprire un ristorante stabile. E avviare un’attività di street food in franchising con truck food nelle capitali europee».

INFO: www.elcaminante.it

Tratto dall’articolo di Silvia Messa pubblicato su Millionaire di febbraio 2017.

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