Vendemmia anticipata causa caldo

I cambiamenti climatici anticipano la raccolta delle uve

Parte con ben una settimana di anticipo rispetto alla scorsa stagione la vendemmia di quest’anno. Le cause? Caldo, siccità e sopratutto una carenza sistematica di sbalzo termico notturno: i vigneti, infatti, sono state tra le vittime più illustri dell’afa recente, dal momento che ai grappoli non è stato permesso “respirare” un poco durante la notte.

Secondo le stime di Coldiretti, questa combinazione di fattori ha portato ad un taglio della produzione di uve pari al 10%: “La produzione italiana quest’anno – commetta proprio Coldiretti – si stima in calo del 10%a livello nazionale per un quantitativo intorno ai 45,5 milioni di ettolitri ma molto dipenderà sia dall’evoluzione delle temperature che influiscono sulla maturazione sia dall’assenza di nubifragi e grandinate che hanno un impatto devastante sui vigneti e sulle quantità prodotte”. 

 

Pochi volumi ma grande qualità

Non tutta la speranza è persa però: se infatti le incertezze riguardo i volumi di produzione sembrano via via sempre più confermate dall’andamento meteo, non di meno ci sono buone possibilità relativamente alla qualità del raccolto. “In Italia si attende comunque una annata di buona/ottima qualità – precisa infatti Coldiretti – anche se l’andamento della raccolta sarà influenzato molto dal resto del mese di agosto e da quello di settembre per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo”.

Preoccupazione sì, dunque, ma non tale da vedere perdere il primato dell’Italia come maggior produttore di vino al mondo: la scontro per il secondo e il terzo classificato invece vede contrapposte Francia e Spagna, due nazioni particolarmente colpite dalle calamità naturali dell’ultimo periodo (siccità, incendi, ecc.). 

In Italia, la raccolta è partita come da tradizione: quest’anno il primo grappolo staccato è stato quello dell’azienda agricola Faccoli, a Coccaglio, sul versante bresciano della Franciacorta. Da Nord a Sud, in ogni caso, la raccolta comincia con le uve da spumante Pinot e Chardonnay per poi procede nei mesi di settembre e ottobre con la Glera per il Prosecco e con le grandi uve rosse del territorio, da Sangiovese a Nebbiolo, passando per Montepulciano. A novembre inoltrato, infine, si chiude la raccolta con le uve di Aglianico e Nerello, portando così a compimento la vendemmia su circa 658mila ettari coltivati a livello nazionale. 

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