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Venture capital: oltre 5 miliardi in 5 anni alle startup con Dna italiano

Crescono gli investimenti in startup e scaleup. Negli ultimi cinque anni le imprese innovative con Dna italiano (founder italiani, sede in Italia o all’estero) hanno raccolto oltre 5,1 miliardi di euro. Quasi 3 miliardi solo nel 2021: 341 round di venture capital, 171 campagne di equity crowdfunding, 23 sottoscritti da veicoli di investimento diversi. Nel 2020 il totale era stato di 780 milioni per 306 operazioni. Sono i dati che emergono dalla sesta edizione dell’Osservatorio P101 sgr – Bebeez.

L’accelerazione dell’ultimo anno sembra proseguire anche nel 2022, iniziato con il round record da 497 milioni di dollari della fintech Scalapay.

Dei 5,1 miliardi di euro raccolti in cinque anni, 2,9 riguardano aziende con sede in Italia, 2,2 quelle con founder italiani e sede all’estero. Nel 2016 la raccolta era stata soltanto di 165 milioni, l’anno dopo era addirittura scesa a 148 milioni.

I numeri del 2021

Nel 2021, 20 società hanno incassato 2,05 miliardi di euro, gran parte del totale. L’ultimo anno vede accentuarsi il processo di internazionalizzazione del mercato, in entrambe le direzioni: startup e scaleup italiane crescono di dimensioni e attraggono investitori internazionali. Allo stesso tempo crescono anche i venture capital italiani e investono in modo più sistematico su aziende fuori dai confini nazionali.

Entrano nel mercato nuovi operatori: accanto ai fondi specializzati, anche holding di investimento, corporate, business angel, crowd delle piattaforme di equity crowdfunding, incubatori e acceleratori.

La scaleup al top della classifica è Sysdig, società informatica di San Francisco fondata dall’italiano Loris Degioanni, che nel 2021 ha chiuso un round serie F da 188 milioni di dollari e un altro Serie G da 350 milioni. Doppia raccolta nell’anno anche per Scalapay, fondata da Simone Mancini e Johnny Mitrevski, con round da 48 e 155 milioni di dollari. Al terzo posto, c’è TrueLayer, scaleup con sede nel Regno Unito, fondata da Francesco Simoneschi e Luca Martinetti e specializzata nello sviluppo di APIs (Application Programming Interfaces). Anche questa con due round, 70 e 130 milioni di dollari.

«Il mercato dell’innovazione inizia ad esprimere, a livello domestico e all’interno del sistema “a matrice italiana”, dimensioni e track record inimmaginabili una decina di anni fa» ha commentato Andrea di Camillo, founder e Managing Partner di P101 sgr.

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