Wikipedia compie 15 anni. Come è nata la più grande enciclopedia online

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Wikipedia compie 15 anni. L’enciclopedia online che ha rivoluzionato il sapere, mandando in pensione i pesanti tomi tradizionali, festeggia il traguardo con numeri straordinari: 495 milioni di lettori al mese, 18 milioni di pagine viste, 35 milioni di voci in 290 lingue, 80mila redattori volontari mensili.

Il settimo sito più letto al mondo nasce da un’idea di Jimmy Wales, Jimbo per il pubblico di Wikipedia. Nato il 7 agosto del 1966, dopo una formazione finanziaria, diventa agente di borsa a Chicago e con i soldi guadagnati crea Bomis, un portale di ricerca per musica pop. È qui che nasce Nupedia il primo nucleo di quella che poi sarà Wikipedia: concepito inizialmente come un progetto di enciclopedia in inglese scritta da esperti, perlopiù docenti universitari e pubblicata come contenuto libero. Nonostante il progetto fosse ambizioso le cose non decollano, solo 12 articoli vengono pubblicati in un anno.

Intanto, nel team entra Larry Salinger, laureato in filosofia, viene assunto da Wales come caporedattore. I due discutono a lungo su come creare contenuti in modo più rapido. Conoscono il modello wiki che si basa su un software collaborativo che permette gli utenti di modificare, cancellare contenuti senza il controllo di un’autorità centrale, e senza essere riservare la scrittura dei testi solo a esperti. Decidono di adottarla, cambiano il nome al progetto, che diventa Wikipedia, e lo lanciano nel gennaio del 2001.

La crescita è incredibile favorita dalla stampa che inizia a interessarsi all’idea di Wales, a settembre dello stesso anno, il New York Times concede un’intervista al fondatore. Il primo testo pubblicato è un semplice “Hello, World”. Poi arrivano i primi traguardi, 20mila contenuti nel primo anno, a cui si aggiungono versioni in altre lingue, prima quella tedesca, poi giapponese e a seguire le altre (l’italiana nel maggio del 2001).

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(Fonte foto utente Flickr, Wikimedia Israel, https://www.flickr.com/photos/wikimediail/)

«Wikipedia ci ha sfidato a ripensare come la conoscenza possa essere raccolta e condivisa. Spero rimanga libera e gratuita» è la dichiarazione di Wales per festeggiare i 15 anni del progetto che non ha mai ricevuto finanziamento e si è servito solo delle donazioni per pagare costi tecnici di manutenzione e lo stipendio di circa 160 persone.

Malgrado i numeri incredibili del portale, Wales è rimasto fedele alla sua filosofia e non ha mai voluto farci un business. E non è miliardario come altri imprenditori celebri del Web (si stima che il suo patrimonio complessivo si aggiri intorno a un milione di dollari: «Ci sono venditori di automobili in Ohio che hanno molti più soldi di quanti io ne vedrò mai, ma il cui lavoro è molto, molto meno interessante del mio» ha dichiarato al New York Times.

Oggi si prepara a nuove sfide: la necessità di avere più collaborazioni al femminile (oggi solo circa il 15% di chi contribuisce volontariamente al sito è donna). E rendere fruibile Wikipedia sui dispositivi mobili che rappresentano sempre più il futuro della Rete.

Redazione

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