Bitcoin: tutto quello che avreste voluto sapere

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Moneta di scambio, sistema di pagamento, innovazione tecnologica, investimento o bolla? L’argomento è affascinante. Tutti ne parlano, ma pochi lo conoscono. Pochissimi possiedono un bitcoin: probabilmente solo lo 0,1% della popolazione mondiale.

Per i non addetti ai lavori è un mondo oscuro. Per capirne di più e fornirvi un quadro da cui partire abbiamo intervistato Vincenzo Di Nicola, imprenditore che sta lavorando da anni nel settore. E ha da poco lanciato Conio, un’App per comprare e vendere bitcoin in modo facile e sicuro.

Che cosa sono i bitcoin?

«È una moneta elettronica che può essere scambiata, per la prima volta nella storia, senza passare per un intermediario. Non c’è più bisogno di una banca, di un’istituzione governativa, di una garante che certifichi l’effettiva transazione. Chiunque può accedere da solo a questo mondo. Lo scambio avviene in maniera diretta (peer to peer), utilizzando la tecnologia Blockchain per garantire la transazione».

Che cos’è la Blockchain?

«La Blockchain è probabilmente la più grande innovazione tecnologica dopo Internet. È un database distribuito, gratuito, accessibile a tutti e open source, in grado di garantire la non duplicabilità di un bene digitale, la certezza della sua proprietà e i trasferimenti fatti, senza la necessità di un garante. Pensiamoci un attimo. In un Internet fatto di copia-incolla, si è creato invece un bene digitale, non duplicabile, che può essere trasferito senza dover passare da banche o altri enti».

Come si crea un bitcoin?

«I bitcoin vengono creati dai cosiddetti miner (minatori) con l’utilizzo di computer che eseguono i calcoli complessi necessari. All’inizio chiunque poteva facilmente essere un miner: bastava far eseguire il programma. Man mano che la rete è cresciuta, è aumentato il bisogno di capacità di calcolo, con aumento anche dell’energia necessaria a farla funzionare. Non sono molte le persone in grado di poter sostenere i costi».

L’articolo pubblicato su Millionaire di dicembre/gennaio 2018

Oggi quanto vale?

«Il suo valore può salire e scendere in modo significativo anche nel giro di poche ore. A novembre aveva superato 6.000 euro. Tre anni fa, valeva 250 euro». A Natale valeva 19 mila euro. L’8 maggio 7.748. «A fine 2009 il valore iniziale di un bitcoin era di 0,00076 dollari. Il suo valore sale e scende in modo significativo nel giro di poche ore e dipende dalla semplice legge della domanda e della offerta».

Da cosa dipende l’oscillazione di prezzo?

«Semplice legge della domanda e dell’offerta. Da un lato c’è un bene digitale sempre più scarso che solo pochi possiedono ma tanti vogliono, dall’altro lato ci sono valute tradizionali che si svalutano in continuazione anche perché possono essere stampate senza limiti»

Come si acquista?

«I bitcoin si possono scambiare direttamente tra persone (come il denaro contante) oppure tramite piattaforme informatiche. Si chiamano Exchange e sono mercati che permettono di comprare e vendere bitcoin scambiandoli con altre valute. Attenzione: molte di queste piattaforme sono ancora fragili, anche se il panorama è migliorato rispetto a 2 anni fa. Bisogna studiare, riconoscere le piattaforme più affidabili, crearsi un account, imparare a interagire. Non è un processo facile».

Qual è la più grande piattaforma al mondo dove acquistarli?

«Si chiama Coinbase, si trova a San Francisco, è stata fondata nel 2012 da Fred Ehrsam e Brian Armstrong. Ha già raccolto più di 200 milioni di dollari di fi nanziamenti».

Una volta comprati, dove li metto?

«Su un “wallet”, ossia un portafoglio digitale, con cui è possibile custodire, inviare e ricevere bitcoin. Sono strumenti che abbattono le diffi coltà tecnologiche e permettono la gestione della moneta virtuale in modo semplice, come gestire l’home banking. Ma essendo soldi, possono essere presi di mira da hacker».

E se perdo lo smartphone o l’accesso al mio wallet?

«Iniziano i problemi. Sei tu la tua banca, ma se perdi le chiavi d’accesso al tuo wallet, se perdi il computer, se te lo rubano, se si guasta l’hard disk dove sono salvati i dati, i tuoi bitcoin non sono più accessibili. Stanno nascendo però prodotti semplici che risolvono queste emergenze».

Che uso ne sta facendo la gente?

«Doveva essere una moneta di scambio internazionale, per ricevere e mandare soldi all’estero, ma sta diventando una riserva di valore. Come l’oro. La gente sta iniziando a conservarla. Anche per un problema tecnologico. Il numero di transizioni al secondo che la rete Bitcoin oggi può supportare è poco più di 10 per secondo. Un numero ridicolo: le transazioni supportate da Visa al secondo sono 30mila. Per questo chi li possiede, ha iniziato a incamerarli. Questo passaggio da moneta a bene rifugio è determinato oggi da un limite tecnologico, ma le evoluzioni tecniche apriranno nuovi scenari».

Possono essere considerati un investimento?

«Sì, a lungo termine. Attenzione, però: è un investimento ad alto rischio, dove la prudenza suggerirebbe di investire una parte molto piccola del proprio patrimonio. Ma può avere un ritorno più alto di altri investimenti rischiosi, come per esempio i junk bond».

Dal punto di vista fiscale come sono considerati?

«Lo scorso anno, io e l’economista Christian Miccoli abbiamo fatto questa domanda all’Agenzia delle Entrate. Risposta: i bitcoin sono considerati come una valuta straniera che ognuno può avere in casa, sotto il materasso. Così se si comprano, crescono di valore e poi si ricambiano in euro non sono previste tasse sul capital gain (e allo stesso tempo nessuna detrazione sui capital loss)».

Se non li voglio tenere?

«Li puoi cambiare in valute ordinarie su Conio o sulle decine di exchange presenti in tutto il mondo. Ogni exchange applica prezzi e commissioni diversi: sta a te cercare e valutare la migliore. Oppure li puoi spendere».

Tratto dall’articolo “Tutto quello che avreste voluto sapre sui bitcoin” pubblicato su Millionaire di dicembre/gennaio 2018. Per acquistare l’arretrato scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

 

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