Che cosa farò da grande? Millionaire va al liceo classico Parini

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liceo parini

Che cosa farò da grande? È la domanda che abbiamo rivolto questa mattina agli studenti del liceo classico Parini di Milano, dove Millionaire ha organizzato un incontro sull’imprenditorialità con due startup create da giovani imprenditori: ScuolaZoo e MiMoto. Scopo dell’incontro: spronare i ragazzi a perseguire le proprie passioni, e tramite queste raggiungere la felicità e l’autorealizzazione.

Perché le startup al liceo? Perché i ragazzi possano capire che qualsiasi impresa, che oggi ci sembra grande e facile da gestire, ha avuto un suo punto zero. Un momento da cui tutto è partito e in cui l’imprenditore era solo davanti alla sua idea. E che bisogna lottare, perseverare, avere visione per poter realizzare un sogno.

ScuolaZoo: da blog a impresa 

E così Francesco Marinelli, Editor in Chief di ScuolaZoo, e Giovanni Di Giacomo, Project Manager del progetto R.I.S. e PM della community di ScuolaZoo, hanno raccontato ai ragazzi com’è nato ScuolaZoo, che oggi è un media brand che ha come target proprio le nuove generazioni. «Nel 2008 Paolo De Nadai, attuale presidente del gruppo, mentre era uno studente all’ultimo anno di liceo, aveva scattato una foto a un professore che si era addormentato durante l’esame di maturità. L’aveva mandata a una testata giornalistica televisiva. E la foto aveva fatto il giro del mondo. Da qui l’idea di creare un blog dove gli studenti potevano segnalare gli episodi di mala scuola. Il blog successivamente si è trasformato in un sito e in una vera e propria attività di impresa».

one day groupScuolaZoo oggi è una testata giornalistica (in gergo un media brand) che crea contenuti per le nuove generazioni, li distribuisce sul sito e sulle pagine social (quelle più seguite dai ragazzi, da Instagram a Telegram e TikTok). Ma non solo. Pubblica il terzo diario più venduto d’Italia e il primo più venduto online. È anche un tour operator (linea di business inserita nel 2012) che organizza viaggi-evento per studenti. E ha un rapporto giornaliero con diverse community di giovani in merito ai loro problemi, dai rapporti con i genitori allo studio del latino al bullismo. «Siamo aperti ai giovani, chi volesse lavorare con noi e proporci contenuti è il benvenuto, così come siamo disponibili a progetti di alternanza».

Cosa abbiamo imparato da ScuolaZoo?

1. Per fare impresa bisogna avere una vision: la loro è quella di ispirare i giovani.
2. Se si vuole comunicare online bisogna essere curiosi, fare le cose con cura, pesare ogni parola: quando si pubblica un post si è immediatamente visibili a tutti.
3. Le nuove professioni del digitale sono un’ottima opportunità di lavoro, ma è un settore in continua evoluzione che va monitorato e studiato continuamente.

Eravamo tre amici a Milano

Quella di MiMoto è la storia di tre professionisti che lavoravano in settori diversi ma avevano il sogno di fare impresa: Gianluca Iorio, Vittorio Muratore e Alessandro Vincenti si sono ritrovati a Milano nel 2017 e, colpiti dal boom del car sharing e innamorati delle due ruote, hanno creato il primo servizio di scooter sharing in Italia, oggi attivo a Milano, Torino e Genova. «Abbiamo fatto una indagine di mercato a livello mondiale sul settore, e abbiamo capito che il futuro era nell’elettrico» ha spiegato Alessandro Vincenti agli studenti del liceo che lo incalzavano con continue domande: «Quanto guadagnate? Quante corse fate al giorno? La burocrazia vi ha frenato? Ci sono incentivi sull’elettrico?». Domande precise e puntuali, che non ci saremmo mai aspettati da ragazzi così giovani.

mimoto«Le difficoltà più grandi sono state trovare un tecnico che ci aiutasse a sviluppare l’applicazione e la ricerca di capitali. Tutti ci dicevano: “È un’idea assurda, le persone preferiscono possedere il motorino, nessuno vorrà condividerlo». Invece la storia ha dato loro ragione. Oggi a Milano sono arrivati molti competitor, segno che il mercato è in fermento.

Cosa abbiamo imparato da MiMoto

1. Non bisogna avere paura della concorrenza. «A Milano sono arrivati molti altri operatori, ma questo non ci spaventa, anzi. La concorrenza diffonde la cultura dello sharing e l’utilizzo dei motorini».
2. Non conta l’idea ma l’execution e la convinzione che avete della vostra idea.
3. «Prima di arrivare al risultato abbiamo fallito mille volte, abbiamo preso tante porte in faccia. Ma il fallimento non deve spaventare, perché aiuta a trovare la strada giusta».
4. Rischiate, buttatevi, non abbiate paura.

Il ricordo che avremo di questa mattinata? Che pensavamo di dare noi qualcosa ai ragazzi, ma come spesso capita sono stati loro a dare qualcosa a noi.

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