Come investire nel mattone con pochi soldi

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Fintech X Mattone

Investire nel mattone è un classico che sta tornando di moda

Guerra, inflazione galoppante, recessione economica e mercati instabili. Il quadro generale è preoccupante e nel mezzo ci sono i piccoli risparmiatori. Quelli che magari hanno qualche soldo fermo in banca, ma che non sanno bene su quale cavallo puntare. In questa prospettiva, investire nel mattone è un classico che sta tornando di moda.

Secondo un report della società specializzata Savills, infatti, nel primo trimestre del 2022 il settore immobiliare in Italia ha raggiunto il record storico degli ultimi dieci anni, con un totale di investimenti pari a 3,4 miliardi, +172% rispetto al primo trimestre del 2021.

Ma comprare appartamenti e negozi non è per tutte le tasche. Comprare una seconda casa è una forma d’investimento impensabile per molti, soprattutto per Millennial e Gen Z, che spesso non riescono neppure ad acquistare una casa in cui vivere. Grazie al fintech, però, oggi è possibile investire nel real estate anche con pochi soldi, creando un portafoglio d’investiment su misura. Vediamo insieme alcune possibilità.

 

Crowdfunding

La prima opportunità arriva dai portali di crowdfunding specializzati nel settore immobiliare. In genere si tratta di progetti a cui si può partecipare con investimenti minimi, anche solo di 100 euro. Parliamo di costruire, ristrutturare o semplicemente acquistare proprietà residenziali e commerciali, che poi saranno messe a rendita oppure direttamente rivendute.

A seconda del portale, l’investimento sarà in equity (capitale di rischio) o in lending (in prestito). Attenzione perché l’equity è per definizione un investimento più rischioso. Il settore del real estate via crowdfunding è cresciuto moltissimo negli ultimi anni in Italia e attualmente abbiamo almeno 20 portali specializzati. Ricordano un po’ i siti delle agenzie immobiliari: sono delle vetrine online in cui è possibile scegliere tra i vari progetti attivi. Ogni progetto indica l’importo minimo per partecipare, il business plan e il ritorno atteso per l’investitore.

Per cominciare, potreste dare un’occhiata ai portali che hanno raccolto più soldi nel periodo luglio 2021-giugno 2022, secondo i dati del settimo report italiano sul crowdinvesting: Walliance per le raccolte in equity, Rendimento Etico, Recrowd e Trusters per le campagne in lending. Menzione speciale per la giovane piattaforma ITS Lending, che punta esclusivamente su progetti mirati a investire in piccoli borghi italiani, gioielli spesso dimenticati e dalle grandi potenzialità.

 

Multiproprietà a uso investimento

La multiproprietà non è un concetto nuovo. Esiste almeno dagli anni ‘60 e ha avuto la sua epoca d’oro in Italia negli anni ‘80. La novità è l’applicazione di questo concetto su servizi online e app, che permettono l’acquisto frazionato di proprietà, che saranno poi messe a rendita, cioè in affitto.

È l’idea della startup olandese Brxs, fondata nel 2021, che permette di acquistare porzioni di immobili residenziali già affittati. L’investitore riceverà ogni trimestre la sua quota, meno le spese di gestione dell’immobile stesso e i costi di piattaforma. Sul proprio sito Brxs prospetta un possibile rendimento annuo che sfiora l’11% lordo. Un numero importante, che raccomandiamo di prendere con le pinze. Inoltre l’immobile potrebbe rivalutarsi nel tempo: in caso di compravendita l’investitore incasserà la plusvalenza.

Simile è il modello della francese Louve Invest, anch’essa partita nel 2021 e attualmente concentrata sull’acquisizione e affitto di locali commerciali. Al di là del rendimento effettivo, Louve Invest promette subito un cashback del 2.5% di quanto investito.

Insomma il fintech permette d’investire nel settore immobiliare in modo semplice e democratico. La barriera d’ingresso è molto più bassa che in passato. Ma parliamo sempre d’investimenti. Quindi è bene informarsi prima su cosa stiamo acquistando e quali rischi comporta.

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