Criptocrisi anche in Asia

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Hodlnaut

Hodlnaut: il crypto exchange di Singapore blocca i prelievi

Celsius, Vauld, Zipmex e Voyager Digital sono solo alcuni nomi tra gli exchange di criptovalute di tutto il mondo che, data la situazione piuttosto buia in cui si trova la valuta digitale, hanno deciso di sospendere alcune operazioni, una delle quali di importanza capitale per i propri utenti: i prelievi.

In parole povere, tutta la (cripto)liquidità che i clienti di questi player hanno depositato nei loro wallet è stata congelata: al momento, non vi alcun modo di attingervi. Ultimo in questa lista di sfortunati exchange è Hodlnaut, compagnia con sede a Singapore, che giusto qualche giorno fa ha annunciato attraverso un drammatico comunicato stampa la decisione di sospendere qualsiasi ritiro dei fondi depositati.

Le parole dell’azienda affidate ai social

Gentili utenti, siamo spiacenti di informarmi che fermeremo i prelievi, i depositi e i token swap con effetto immediato a causa delle recenti condizioni di mercato. Abbiamo altresì rinunciato alla richiesta di autorizzazione (all’esercizio, ndr) alla Monetary Authority of Singapore”, queste le parole di Hodlnaut su Twitter.

Frasi di rito che, di volta in volta, ritornano anche nella comunicazione istituzionale circa lo stop alle attività: si parla di condizioni di mercato ostiche e della decisione difficile – ma in qualche modo nobile – di preservare gli asset e stabilizzare la liquidità, senza esporre i clienti alla volatilità del mercato cripto.

Resta, tuttavia, che sia stata ritirata la richiesta all’autorità monetaria per ottenere la licenza che avrebbe conferito a Hodlnaut la possibilità di diventare a tutti gli effetti fornitore di servizi di pagamento attraverso token digitali. Un dato che ha più l’aspetto di una pietra tombale che di una temporanea sospensione di servizio per il business di Hodlnaut.

 

Hodlnaut prova a prendere tempo con i clienti

Consapevole della necessità di temporeggiare a lungo, la società di Singapore ha già messo le mani avanti rispetto a domande insistenti sulle tempistiche: “Non siamo in grado di fornire una data, poiché i dettagli non sono ancora stati definiti da tutte i nostri stakeholder. Non sarà un processo rapido”, questa la frase lapidaria affidata alle più discrete FAQ disponibili su più canali per tutti i diretti interessati.

Proprio a proposito di canali, poi, Hodlnaut afferma di aver messo a disposizione dei propri clienti, per rispondere a tutte le domande che potrebbero essere poste alla società, ben tre piattaforme: una mail ad hoc, un account Twitter e un canale Telegram. Date le premesse, tuttavia, vien da sorridere: Hodlnaut si dice pronta a rispondere alle domande dei propri clienti, a patto che le domande non riguardino le tempistiche dello stand-by di prelievi.

Stando così le cose, non c’è molto da essere fiduciosi. Vale piuttosto la pena di chiedersi: quale sarà la prossima piattaforma a sospendere le operazioni?

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