FTX bloccata in tutta Europa

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L’agenzia di vigilanza cipriota ha sospeso a FTX l’autorizzazione di continuare ad operare durante il periodo di negoziazione fallimentare.

 

A seguito del fallimento di FTX dichiarato venerdì 11 novembre, la società avrebbe fatto ricorso al Chapter 11, ovvero la bancarotta assistita che consente all’impresa in fallimento di continuare ad operare nel frattempo che negozia con i creditori. La Ciprus security and exchange commission, l’agenzia di vigilanza cipriota che si occupa supervisionare e controllare le operazioni del Cyprus Stock Exchange e le transazioni avvenute in esso, però non ha ben accolto questa richiesta e ha provveduto a sospendere con effetto immediato l’autorizzazione, a Ftx Eu, di continuare ad operare come impresa di investimenti, con effetto immediato.

Dall’11 novembre quindi, la società americana, nonostante abbia richiesto di continuare ad essere attiva fino a quando non sarà tutto concluso, in Europa non potrà più operare. In una nota della Consob italiana si legge. “In virtù del cosiddetto passaporto europeo che ha autorizzato il rilascio dei permessi che abilitava l’impresa ad operare in tutti i Paesi della Ue. La sua stessa sospensione, di conseguenza avrà il potere di sospendere l’autorizzazione in tutta la Ue”. Durante tutto il periodo di sospensione, quindi, l’impresa non potrà più svolgere alcun servizio di investimento nei confronti della clientela, né accettare nuova clientela e neanche eseguire nuove operazioni, fatte salve eventuali richieste di restituzione delle disponibilità e di strumenti finanziari.

La notizia della sospensione non sarà, certo, ben accolta dalla società, ma d’altro canto il Chapter 11 è una forma fallimentare prettamente americana e quindi non potrà fare alcun ricorso per le decisioni prese al di fuori degli Stati Uniti.

Il fallimento della società americana FTX, avvenuto venerdì 11 novembre ha scosso tutto il mondo delle criptovalute, con un effetto eco che ha portato anche le altre cripto più solide presenti nel mercato, come bitcoin, ethereum e XRP a registrare cali fino al 6%. L’accaduto ha ovviamente richiamato l’attenzione di milioni investitori, i quali hanno provveduto, già dal momento in cui c’era ancora in ballo l’accordo tra FTX e Binance, a ritirare i propri investimenti effettuando massive richieste di rimborso.

 

 

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