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Gli ingredienti degli chef? Te li portiamo a casa noi!

Fanceat è una startup nata a Torino a gennaio 2015 che consegna in tutta Italia non piatti già pronti ma un box con tutti gli ingredienti necessari a preparare un menu per due persone in 30 minuti. Così, per fare un esempio, con il kit “Omaggio al Piemonte” ricevi il vitello tonnato, agnolotti e barbera e il bonet ripieno di panna cotta. Prezzo: 22, 45 euro a persona. I cofounder sono Tommaso Cremonini, Carlo Alberto Danna e Giulio Mosca. I ristoranti che preparano questi kit sono a Milano e Torino, ma la consegna è attiva in tutta Italia.

L’idea iniziale: nata sui banchi dell’Università
«Realizzare un servizio di spesa a domicilio: è stata questa la prima idea, nata sui banchi del Politecnico di Torino nel 2013» ci ha spiegato Tommaso Cremonini, uno dei cofounder. «Ne abbiamo cominciato a parlare in giro, e alcuni compagni hanno deciso di collaborare. Eravamo in sei del Politecnico e un bocconiano, e stavamo ancora tutti studiando, quando ci siamo rivolti all’incubatore I3P del Politecnico di Torino, che ha accettato di incubarci». Nel frattempo i ragazzi si laureano e qualcuno molla il colpo. «Siamo rimasti in 3: io, Carlo Alberto e Giulio, un grafico laureato allo Ied che abbiamo conosciuto a una competition».

Il programma di accelerazione: ci ha fatto modificare l’idea
«Nella consegna a domicilio erano presenti già diverse realtà: durante un programma di accelerazione nel 2015 ci è stato consigliato di cambiare “brand identity” e posizionarci nella fascia più gourmet: l’ interesse per la cucina c’era, soprattutto da parte degli over 35, e anche la volontà di essere autori in prima persona di un prodotto gastronomico di alta qualità. Abbiamo creato Fanceat e investito 18mila euro (6mila euro a persona)».

Come funziona
L’utente si collega al sito e può ordinare un kit che contiene 3 piatti (o anche di più) per almeno 2 persone + una bottiglia di vino opzionale. Il prezzo minimo è di 20 euro (arriva a 60 euro per i menu stellati). L’idea in più: nel kit è compreso un foglio con la ricetta e un codice QR che scaricato sui device mostrerà la videoricetta. «Riceviamo l’ordine e lo giriamo al ristorante, che lo deve accettare e lo invia al cliente in 24 ore (48 se il cliente si trova in Sicilia) tramite uno spedizioniere. Il kit è inviato in un packaging coibentato che mantiene la catena del freddo».

Il modello di business
«Tratteniamo una fee fissa dal ristorante, che ammonta in genere al 40% del prezzo del kit» continua Cremonini. «Il rimanente 60% serve a coprire i costi: acquisto del packaging, logistica e spedizione, comunicazione. Vendiamo al momento 5 box al giorno, per coprire i costi dobbiamo arrivare almeno a 30, ma siamo molto contenti del tasso di crescita».

Le difficoltà
«Sono principalmente due: 1) spiegare ai partner (cioè agli chef) il nostro modello: credono di dover preparare tutto all’istante, invece hanno 12 ore per accettare l’ordine. Inoltre devono essere sicuri che il kit arriverà in ottime condizioni: sono loro che ci mettono la faccia; 2) superare la diffidenza dei clienti: finché non lo prova non si rende conto della qualità».

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