LASCIA IN EREDITÅ TUTTI I SUOI BENI ALLA SCIENZIATA ELENA CATTANEO. E LEI LI DESTINA ALLA RICERCA PUBBLICA

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Franco Fiorini aveva 64 anni ed era affetto da poliomelite dall’età di 9 anni. La scienziata: «Una storia inusuale, voglio ripagare la sua fiducia»

«Lascio ogni mio bene, mobile e immobile, alla dottoressa Elena Cattaneo, affinché li destini, come meglio crede, alla ricerca scientifica». È il messaggio che Elena Cattaneo, 53 anni, farmacologa e biologa, professore ordinario all’Università degli Studi di Milano, senatrice a vita dal 2013 (prima di lei solo Camilla Ravera e Rita Levi Montalcini), ricercatrice sulle cellule staminali, si è vista recapitare qualche settimana fa sulla sua casella di posta elettronica. Erano le ultime volontà di Franco Fiorini, dirigente di un’azienda edile emiliana, malato di poliomelite e scomparso qualche giorno prima all’età di 64 anni.

 

La senatrice a vita Elena Cattaneo
La senatrice a vita Elena Cattaneo

«Da questa mail mi si è spalancata davanti la vita di un signore che non conoscevo»

ha raccontato Elena Cattaneo nell’aula del Senato poche settimane fa («Una storia commovente e impegnativa, anche solo a raccontarla», ha esordito la senatrice). Grazie alle informazioni ricevute dall’avvocato di Fiorini, una delle poche persone a lui vicine, scopre che Franco era affetto da poliomielite da quando aveva 9 anni, una malattia che gli aveva causato gravi problemi di deambulazione. Nonostante questo, grazie all’affetto e alla protezione dei genitori, era riuscito a laurearsi e ad acquisire anche una posizione dirigenziale in un’azienda della sua zona. «Era un tipo solitario, ma nonostante questo aveva mantenuto una grande attenzione sul mondo. La sua casa è piena di libri, oltre 5000. Tanti libri di filosofia, tanti libri di scienza» continua la Cattaneo.

 

Perché ha devoluto tutto alla ricerca scientifica

In denaro, il lascito di Fiorini sembra che si aggiri intorno a 1,5 milioni di euro.

«Non conoscevo Franco, ma comincio a capire come mai abbia scelto la ricerca scientifica come destinataria dei suoi beni: quella stessa ricerca solo pochi anni dopo avrebbe reso disponibile un vaccino in grado di cambiare la sua vita, se somministrato in tempo utile».

Franco Fiorini è stato probabilmente uno degli ultimi italiani a essersi ammalato di poliomelite, perché il vaccino è stato scoperto pochi anni dopo la sua nascita, nel 1958. «Colpisce il fatto che egli non abbia rivendicato una rivincita sulla sua malattia, ma abbia lasciato questa eredità appunto per coloro che soffrono di altre malattie e per la ricerca in Italia».

 

I soldi saranno destinati ai ricercatori delle nostre università pubbliche

In una lettera al quotidiano Repubblica Elena Cattaneo spiega: «La sua scelta è un messaggio che incoraggia chi fa ricerca a continuare a lavorare affinché la scienza possa procedere libera da ogni condizionamento per raggiungere obiettivi di conoscenza che si traducano in una vita migliore per tutti.

Ecco perché ho deciso che il lascito di Franco sia destinato a quello che mi piace definire “il laboratorio Italia”, cioè «i tanti giovanissimi ricercatori pubblici italiani che fanno fatica ad avviare progetti perché i fondi sono pochi, intermittenti, inaffidabili. Voglio che sia anche Franco a permettere loro di sviluppare nuove idee all’interno delle nostre valide università pubbliche».

La senatrice ha intenzione di utilizzare i fondi per istituire delle borse di studio da destinare ai giovani ricercatori.

Una storia inusuale

«Questa è una storia inusuale, di un cittadino di un piccolo paese dell’Italia. Ma è una storia che si incrocia con quella delle nostre istituzioni, raccontandoci la fiducia che i cittadini ancora vi ripongono e quanto esse possano continuare a essere un importante riferimento per i cittadini. Ed è proprio a loro, a persone come Franco, che dobbiamo rendere conto» conclude la Cattaneo.

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