Un tour in bici da Milano ad Agrigento per combattere il digital divide: «Chi sa aiuta chi non sa». L’idea di due startupper

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«In questo viaggio ho conosciuto tante persone che provano a cambiare il mondo, con quello che hanno e nel posto dove sono. Ho sentito l’energia del cambiamento». Filippo Scorza ha attraversato l’Italia in bici e in treno, da Milano ad Agrigento, in un grande tour di solidarietà digitale. Nel 2017 con Paolo Marazzi ha creato Skillando Digital Volunteering, una community di volontari con un progetto ambizioso: creare un ponte tra chi ha bisogno di skill digitali e chi può condividerle. Insieme a maggio hanno lanciato lo Skillando Italian Tour, per combattere il digital divide e aiutare organizzazioni non profit a sfruttare il potenziale delle nuove tecnologie.

Classe 1976. Laurea in Ingegneria biomedica e Industrial design, Filippo lavora oggi come docente e consulente di innovazione e trasformazione digitale. Si definisce un digital enthusiast («ho un chip sottopelle che uso come un badge»). Ha creato due startup («entrambe fallite»). Collabora con aziende, università, imprese innovative. E fa volontariato digitale nei paesi in via di sviluppo. Tutto è iniziato durante un anno sabbatico in Africa.

«Presi la decisione dopo una chiacchierata con Francesca Folda (giornalista e oggi Direttore Global Communication di Amani Institute, ndr) al suo rientro da un’esperienza simile. Diedi le dimissioni durante il Cda di una startup che avevo fondato con un altro ragazzo. Così nel 2017 mi sono trasferito in Kenya. Ho insegnato informatica e marketing al Tunapanda Institute, a Kibera, uno degli slum più grandi di Nairobi. È stata una delle esperienze più importanti della mia vita. Perché sentire di fare la differenza ha dato un significato, una missione e un senso di realizzazione alla mia vita».

Filippo e Paolo sono partiti il 2 maggio insieme ad altri volontari. E in sei settimane, e altrettante tappe, hanno aiutato le associazioni non profit a creare siti web, impostare campagne marketing, elaborare piani editoriali.

«Ci siamo resi conto che al mondo non manca la ricchezza, quello che manca è la condivisione: mettere a fattor comune le proprie esperienze, il proprio know-how, e abilitare le persone a uscire dalla propria zona di comfort facendo qualcosa di concreto» spiega Filippo.

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La community di Skillando oggi conta 200 volontari, tra esperti di marketing, comunicazione, e-commerce, social, web e digital. Ha sviluppato progetti in Kenya, poi a Bangalore, in India. E quando è scoppiata la pandemia, a marzo 2020, la community si è attivata per aiutare scuole e associazioni culturali in Italia.

Tappe del tour: Milano, Cesena, Pieve Santo Stefano (Arezzo), Roma, Caserta, Santa Margherita di Belice (Agrigento). Qui il viaggio si concluderà il 10 giugno. Il tour è organizzato insieme a iRaiser, società attiva nel digital fundraising per il terzo settore. Ed è sostenuto da numerosi sponsor, da Ammagamma a Talent Garden, che hanno messo a disposizione risorse e servizi.

Sei le organizzazioni non profit, tra oltre 60 valutate, supportate con formazione e aiuti pratici. Sono state selezionate da membri di Skillando, iRaiser e Assif-Associazione italiana fundraiser sulla base dei progetti di trasformazione digitale candidati e del contesto in cui operano.

«Abbiamo cercato di aiutare il settore medico-sanitario, culturale, sportivo, chi si occupa di gender equality». Ogni organizzazione aveva esigenze diverse: dallo sviluppo di campagne marketing al restyling del sito web, dal posizionamento online al fundraising.

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Paolo Marazzi e Filippo Scorza

«In questo viaggio ho scoperto un mondo» ci racconta Filippo. «Ho riflettuto sull’inutilità di molte preoccupazioni guardando i ragazzi di ASD Leoni Sicani giocare a hockey sulla sedia a rotelle. Ho sentito l’energia del cambiamento con i team di SeedScience, che aiuta i professori in Africa ad avvicinare i ragazzi alle materie STEM. Mi sono incazzato, ascoltando le storie di discriminazione dei ragazzi di Arcigay Caserta. Ho trovato le storie custodite nell’archivio del Piccolo museo del diario, in un paesino a pochi chilometri da Arezzo. Ho trovato l’impegno delle ragazze di Diabete Romagna nel sensibilizzare le nuove generazioni ad avere un approccio più salutare all’alimentazione. E l’impegno delle volontarie di LILT nel promuovere uno stile di vita più sano per combattere il male del secolo.

Ho ritrovato quella versione di me stesso scoperta in Africa quando insegnavo coding e poi annacquata nella frenesia del lavoro e della vita di tutti i giorni». Chapeau.

Info: www.italiantour.skillando.com

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