Habacus, la startup che ti aiuta a finanziare i tuoi studi

Habacus, la startup che ti aiuta a finanziare i tuoi studi

Di
Alessandra Litrico
14 Aprile 2023

Gli ultimi dati pubblicati nel corso dell’anno da Eurostat e ISTAT parlano chiaro: i Neet in Italia rappresentano il 25,1% della popolazione compresa tra i 15 e i 34 anni. Sono circa tre milioni di giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano. Quello italiano è un primato infausto, visto che la percentuale di Neet nel nostro Paese (23,1%) è molto più alta rispetto alle media Ue (13,1%).

In un contesto simile, a farsi spazio c’è Habacus, la startup che è riuscita ad affermarsi nel mercato fintech sostenendo i giovani e facendo da ponte per aiutarli a ottenere un prestito dalla banca sulla base di valutazioni meritocratiche che permettono di finanziare il proprio percorso di studi.

La startup è nata nel 2017 e nel 2022 ha chiuso un round da 1,82 milioni. Habacus è partita con un investimento di 300 mila euro ad opera di Lifft, Venture Capital presieduta dall’imprenditore Stefano Buono, ed ha già certificato le carriere di 25 mila giovani con ben 900 enti accreditati.

Oggi si rende parte attiva nell’Education ponendosi come intermediario tra la banca e lo studente per fornire le certificazioni legate alla sua carriera e utili all’istituto bancario per decidere di erogare il credito. Essere certificati dà un doppio vantaggio, perché significa velocizzare la carriera lavorativa e, al contempo, dare indicazioni sulla propria affidabilità.

L’accesso ai prestiti

La startup del fintech è stata ammessa nel progetto Sandbox della Banca d’Italia, un ambiente controllato dove intermediari e operatori possono testare, per un periodo di tempo limitato, prodotti e servizi tecnologicamente innovativi nel settore bancario. Lo scopo è favorire la crescita del mercato italiano che, nel settore, ha ancora tanta strada da fare. La semplificazione dell’accesso ai prestiti per i giovani è un tema molto battuto in Europa, ma nel nostro paese la data company a impatto sociale rappresenta una mosca bianca che permette a tanti giovani di belle speranze di certificare il proprio impegno didattico per realizzare i propri sogni. All’estero, infatti, è prassi comune istituire contratti di finanziamento con istituti di credito, mentre in Italia il percorso universitario si traduce in un esborso a carico delle famiglie che si riflette sull’economia generale. 

Andrea Bruno è stato Ambassador Habacus, tra i primi a usufruirne: «Habacus è stata al mio fianco lungo tutto il percorso accademico, supportandomi concretamente per realizzare i miei obiettivi universitari», afferma.
«È uno straordinario strumento e, se utilizzato opportunamente, fornisce a noi studenti una grande opportunità: l’indipendenza economica finalizzata al perseguimento di competenze che possono introdurci al mondo del lavoro». Investire nelle nuove generazioni per chiudere il gap esistente con le skills richieste dalle aziende, significa agire come leva di sviluppo e crescita per costruire le fondamenta di un futuro migliore nel nostro paese, soprattutto per chi non è nato nel privilegio.

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