Crolla il mercato degli NFT

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Con continui crolli e ripide discese, la fine degli NFT sembra ormai inevitabile. Da inizio anno infatti, secondo quanto riporta CryptoSlam, portale specializzato in crypto e blockchain, gli NFT avrebbero subìto un calo di circa il 92%, con una discesa del prezzo medio di circa l’84% e una perdita di acquirenti di circa il 47%. Delle interessanti percentuali, considerata la bolla speculativa scoppiata a inizio 2021.

 

Il valore medio di un NFT è calato drasticamente, passando da essere un diamante da svariati milioni che passava di portafoglio in portafoglio, a essere una semplice banconota da 100 euro. Per citare un esempio concreto, è ciò che è accaduto all’NFT del primo tweet di Jack Dorsey, il quale è passato da un valore di 2,9 milioni di dollari a inizio anno a un mero valore di 132 dollari attuali.

Ma cosa significa questo? Gli NFT stanno gradualmente scomparendo? Assolutamente no, anzi si potrebbe dire che questo calo rappresenta il vero punto di partenza di questa tecnologia. Come ogni bolla infatti, anche quella degli NFT era destinata a scoppiare, ma non per questo è destinata a scomparire. Pertanto, prima di fare una panoramica sull’evoluzione degli NFT è necessario fare attenzione a un dettaglio importante.

 

Che fine hanno fatto gli NFT?

Innanzitutto, è necessario contestualizzare il periodo storico si sono diffusi. Difatti nel 2021 il mondo intero si trovava nel bel mezzo di una pandemia globale che ci ha tenuti chiusi in casa per mesi. Ciò significa che la mancanza di interazioni tra esseri umani ci ha portato a sviluppare un rapporto più stretto con i nostri dispositivi digitali, portandoci a credere che il mondo sarebbe continuato per quella strada. Peccato che tutto poi sia tornato alla normalità e con essa anche l’euforia creatasi per queste tecnologie è andata a calare, assieme anche al valore di tutte le società come Netflix, Amazon, Zoom e molte altre. La caduta libera degli NFT si inserisce quindi in un più ampio e generalizzato calo dei mercati, che ha colpito più duramente gli asset maggiormente speculativi e le realtà che più avevano beneficiato della fase acuta della pandemia, come social network, consegne a domicilio, streaming, piattaforme per videoconferenze. Perciò, anche se questo rappresenta la fine di un ciclo finanziario irrazionale, non significa che sia necessariamente anche la fine di una tecnologia. Anzi, sono molte le opportunità che si possono cogliere grazie agli NFT e la loro recente caduta sancirà il vero inizio di questa tecnologia, esistita fino a oggi per puro merito speculativo.

 

Come si possono utilizzare gli NFT nel mondo reale?

Man mano che si diluisce l’alone speculativo attorno al mondo degli NFT, ci rendiamo conto di quanto in realtà questa tecnologia possa essere molto utile per molti altri scopi nella vita di tutti i giorni. Gli NFT, infatti, possono svolgere un ruolo sempre più importante nella nostra società digitale, e non per forza devono essere correlati al collezionismo, all’arte o alla speculazione come invece è stato tramandato fino a oggi.

D’istinto, quando parliamo di NFT ci vengono in mente Bored Ape Yatch Club e CryptoPunks, ma dobbiamo guardare molto più avanti per capirne le vere potenzialità.

Innanzitutto, è necessario considerarli per ciò che sono realmente, ovvero dei “certificati digitali di proprietà”. «Nel settore logistico, per esempio, gli NFT possono creare dei veri e propri ‘passaporti digitali’ che testimoniano i passaggi lungo la filiera di uno specifico prodotto, sfruttando l’immutabilità delle informazioni registrate sulla blockchain – spiega l’Osservatorio blockchain & distributed ledger del Politecnico di Milano. La possibilità di rappresentare certificati d’identità non contraffabili attraverso degli NFT risulta particolarmente interessante anche nell’ambito dell’identità digitale». Infatti, se ai tempi del green pass questi certificati fossero stati sotto forma di NFT, il passaggio di questi ultimi da smartphone in smartphone e la falsificazione degli stessi non sarebbero state cose possibili.

Per fare altri esempi, la tecnologia NFT potrebbe essere utilizzata anche in ambito educativo, per certificati come diplomi e lauree. Allo stesso tempo tornando sul piano dell’arte, questa tecnologia potrebbe essere utilizzata per registrare le compravendite di opere fisiche, garantendo all’artista una percentuale per ogni transazione avvenuta sull’opera. Insomma, quella degli NFT è una tecnologia tutt’altro che morta, al contrario apre le sue porte a nuove opportunità di business lasciando libero spazio alla creatività.

 

 

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