Imprenditore si nasce o si diventa?

Quali sono i fattori che concorrono nella “creazione” di un imprenditore (geni, ambiente, formazione)? Per fugare ogni dubbio, abbiamo fatto qualche domanda a Fabiano Schivardi, titolare della cattedra di Entrepreunership presso l’Università Bocconi di Milano.

Imprenditori si nasce o si diventa?

«A influire sulla propensione all’imprenditorialità non è tanto la famiglia, quanto l’ambiente sociale con il quale si viene a contatto quando si incomincia a uscire di casa».

L’imprenditorialità bisognerebbe insegnarla a scuola?

«L’imprenditorialità è cruciale per lo sviluppo di un Paese e ancora più fondamentale insegnarla nelle scuole. Molte economie emergenti, per esempio Singapore, lo hanno capito e hanno inserito elementi di imprenditorialità, sin dalle elementari».
L’imprenditorialità è insegnata anche in diversi Paesi europei, tra cui Danimarca, Estonia, Lettonia, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia.

Qual è l’età giusta per diventare imprenditori?

«L’età giusta per imparare a diventare imprenditori è 18 anni: chi a questa età è immerso in un ambiente a maggiore “densità imprenditoriale” ha più probabilità di mettersi in proprio e di avere successo. Gli elementi che apprende di più sono le abilità manageriali, meno la capacità di assumersi il rischio e innovare. A 18 anni un ragazzo vede gli altri imprenditori come punti di riferimento. In Italia questo tipo di apprendimento sul campo ha funzionato per molto tempo, supportato dalla nostra struttura produttiva, costituita tradizionalmente da piccole imprese familiari che arrivano al successo grazie ai vantaggi in termini di costo. Negli ultimi 20 anni i risultati di crescita delle nostre piccole – medie imprese sono stati deludenti. La ragione? Nel mercato globalizzato, il successo di un’impresa dipende più dalla capacità di innovazione che da quella di contenere i costi».

Per innovare serve l’università?

«La formazione sul campo deve essere integrata da nuove competenze: innovazione, ricerca, sviluppo, marketing, distribuzione. Per impararle occorre un training più strutturato, che avviene nelle università. Oggi ci sono molti più imprenditori laureati rispetto a molti anni fa. E i risultati si vedono: gli studi dimostrano che chi si affida a questo tipo di istruzione guadagna di più dalla sua attività imprenditoriale, intraprende business con più alta probabilità di sopravvivenza, registra tassi di crescita più alti e ha maggiore facilità di accesso ai fondi per startup».

Tiziana Tripepi

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