I Giochi Milano-Cortina 2026 accendono il mercato immobiliare milanese, tra opportunità per gli investitori e allarmi sociali.
Si respira già aria di Olimpiadi a Milano e, come previsto, l’avvicinarsi dei Giochi in calendario dal 6 al 22 febbraio tra il capoluogo lombardo e Cortina sta producendo conseguenze evidenti sugli affitti e sulle strutture alberghiere, con un’impennata dei canoni che preoccupa residenti, studenti e lavoratori, mentre accende l’interesse di proprietari, investitori e operatori del real estate. Risulta interessante, a tal proposito, l’indagine condotta dall’associazione Altroconsumo, in base alla quale l’aspetto più critico per chi progetta di assistere ai Giochi è proprio quello dell’alloggio.
Anche se rispetto ai picchi registrati nell’estate 2025 i prezzi risultano oggi leggermente ridimensionati, il confronto con un normale weekend di gennaio resta significativo. Secondo l’indagine di Altroconsumo, durante il periodo olimpico il costo medio di un soggiorno a Milano supera i 300 euro, arrivando a circa il doppio rispetto a un fine settimana senza eventi. Un divario che conferma come l’effetto Giochi stia agendo soprattutto come moltiplicatore di una dinamica già in atto, più che come un’anomalia temporanea.

Se parliamo invece di locazione, altri dati utili arrivano dall’analisi di Abitare Co., società specializzata nell’intermediazione immobiliare, secondo cui gli affitti brevi per un appartamento nelle zone centrali di Milano più soggette al turismo (Centro Storico, Brera, Porta Nuova, CityLife, Porta Romana) e nei quartieri chiave dei Giochi (Santa Giulia, Assago, San Siro, Rho) sono aumentati in media del 102% rispetto a una qualsiasi altra settimana senza eventi.
La crescita maggiore, rispetto alle diverse zone della città, si registra ad Assago (+153%), sede della Milano Ice Skating Arena destinata alle gare di pattinaggio, mentre i canoni più alti riguardano il centro storico (2.800 euro a settimana). Segue il quartiere Santa Giulia, dove sarà presente la Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena, l’impianto che ospiterà i tornei di hockey su ghiaccio, con +147% e 2.100 euro a settimana. Nel quartiere San Siro, dove si terrà la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, un appartamento è in media affittato a 2.200 euro (+144%). Infine, a Rho, dove sarà allestito il Milano Ice Park per ospitare le gare di pattinaggio di velocità e alcune partite di hockey su ghiaccio, i prezzi crescono del 130%, con una media di 1.500 euro a settimana.
Anche allontanandosi dalle aree dei Giochi, la musica resta la stessa: Porta Nuova, polo moderno della città, registra l’aumento più consistente (+83%), con canoni che passano da 1.200 a 2.200 euro a settimana. Segue CityLife (+73% e 1.900 euro) e Brera, dove per un appartamento durante le Olimpiadi sarà necessario spendere 2.500 euro (+67%). Già a ottobre 2025, il presidente di Federalberghi Lombardia, Fabio Primerano, aveva avvertito: «Le Olimpiadi possono essere una grande opportunità da cogliere al meglio. Ma, nel caso in cui le aspettative siano sopravvalutate, potrebbero rivelarsi un boomerang». Stando all’associazione di categoria, infatti, l’occupazione procede in modo positivo, ma senza segnali di tutto esaurito, mentre l’offerta resta distribuita su fasce di prezzo molto diverse.
Una tendenza confermata anche dall’intensificarsi del turismo internazionale: nel periodo compreso tra il 1° e il 21 febbraio 2026, secondo un’analisi di Visa Consulting & Analytics, si prevede un aumento del 160% degli arrivi dall’estero verso il Nord Italia rispetto allo stesso periodo del 2025. In ambito immobiliare, l’impennata dei prezzi di monolocali e bilocali a Milano vede quindi l’evento olimpico agire come acceleratore: se da un lato è vero che negli ultimi anni il capoluogo lombardo ha visto crescere in modo costante i prezzi delle locazioni – spinto da fattori quali la forte domanda di studenti e giovani professionisti, il turismo e la scarsa disponibilità di immobili in locazione a lungo termine – dall’altro il rischio è che l’effetto Olimpiadi accentui una polarizzazione già in atto.
Da una parte una Milano come “vetrina globale”, capace di attrarre capitali e grandi eventi; dall’altra una città sempre meno accessibile per chi la vive ogni giorno e desidera sentirsi parte integrante della sua offerta. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto studenti universitari e giovani lavoratori, categorie centrali per l’economia ma con capacità di spesa limitata.

Non è un caso se poche settimane fa Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Arca, realtà che offre aiuto a senzatetto, anziani e famiglie in emergenza abitativa, ha espresso preoccupazione in un’intervista a Repubblica per il fenomeno di “esodo dalla città”, che vede molti residenti spostarsi in periferia o in provincia a causa dei prezzi della città meneghina. «Bisogna investire nell’housing sociale», aveva detto. «Ci sono 12.500 alloggi popolari vuoti».
La partita, per Milano, resta quindi aperta sul fronte immobiliare: grande visibilità internazionale per proprietari e investitori, ma anche una prova di maturità per la città, chiamata a trasformare l’effetto Olimpiadi da fiammata speculativa a leva strategica per diventare, a tutti gli effetti, una capitale economica sostenibile.
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