Le banche si fanno “belle“

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Sei miliardi di investimenti nella digitalizzazione dei servizi finanziari

 

La pandemia ha portato numerosi cambiamenti, non solo nell’organizzazione del lavoro e nel comportamento degli utenti, ma anche nelle scelte di investimento di molti attori finanziari, incluse le banche.
Le sfide affrontate negli ultimi anni dai servizi finanziari in termini di digitalizzazione, non sono state facili, dalla limitata accessibilità agli sportelli bancari, all’aumento dei servizi tramite home banking e App, i consumatori rispondono positivamente alla trasformazione digitale delle banche. Pertanto, tenere il passo con i tempi resta una delle preoccupazioni principali per qualsiasi settore, soprattutto in un periodo come questo, in cui la velocità dei cambiamenti raggiunge tempi record.

 

 

I miglioramenti prodotti dal digitale

Le banche italiane quindi, sentono la necessità di investire nello sviluppo digitale dei propri processi, in cambio di una maggiore soddisfazione e partecipazione dei clienti. Non è solo una questione di velocità, ma anche di competizione. Da diversi anni a questa parte, nel settore si sono insediate diverse soluzioni finanziarie digitali, dai pagamenti elettronici, ai provider di investimenti, tutte hanno sottratto un’importante fetta di clientela alle banche tradizionali.

La comodità della tecnologia è sicuramente uno dei pilastri dell’engagement che i servizi finanziari digitali hanno creato negli anni, ma non solo. Infatti, ciò che le nuove soluzioni digitali propongono tra i propri vantaggi, rispetto alle banche tradizionali, è sicuramente la trasparenza, ovvero la capacità di mostrare senza filtri quali sono i veri costi di gestione o le commissioni richieste e mantenere spesso i costi al minimo. Questo è ciò che la digitalizzazione riesce a creare e quindi, il motivo per cui diventa sempre più fondamentale incrementare i servizi digital e le soluzioni smart, che non solo semplificano la vita al cliente, ma gli permettono anche di risparmiare denaro.

L’intervento delle banche

Le banche sembrano finalmente voler riprendere il terreno perso e decidono quindi, di investire circa 6 miliardi di euro nella tecnologia.
Considerando che nel 2020 la spesa annuale in tecnologia del sistema bancario italiano ha raggiunto 5,3 miliardi di euro, registrando una crescita del 4% annuo, nel 2022 vediamo un incremento su questo fronte, il sistema bancario raggiungerà una cifra compresa tra 5,5 e 6 miliardi di capitale investito nell’incremento di soluzioni tecnologiche a supporto dei propri servizi. Il 2022 non è ancora giunto al termine, pertanto i dati non sono ancora certi, ma questo è ciò che le stime di Bain & Co prospettano.

Secondo Iacopo Mancini, partner di Bain & Company, le banche negli ultimi anni hanno affrontato un contesto di mercato particolarmente complesso, con una progressiva contrazione dei margini di interesse e un aumento dei costi, compensato da una riduzione del costo del rischio. Allo stesso tempo, la crescente nascita di nuove realtà ha reso l’arena ancora più tecnologica e competitiva, restringendo ulteriormente il margine di movimento degli istituti bancari.

Per questo, secondo quanto affermato da Mancini: “In questo scenario, le nuove modalità di valore per le banche devono passare necessariamente attraverso un ripensamento della piattaforma creditizia, attraverso un utilizzo evoluto dei dati e dell’intelligenza artificiale, con una proposizione sempre più digitale e molteplici e diversificati effetti positivi. Un approccio evoluto all’erogazione del credito rappresenta infatti il gancio per acquisire nuovi clienti, incrementare il cross-selling e la vendita di prodotti”.

 

 

Anche gli istituzionali attesi al varco

Dato che il panorama italiano, nonostante il Covid-19, non sembra disporre ancora di piattaforme adeguate all’erogazione del credito, è necessario un investimento anche da parte degli istituti più tradizionali.
Ciò che negli ultimi anni ha dato ai processi bancari un aspetto parzialmente preistorico, è stata sicuramente l’estrema attenzione posta da questi nei confronti di investimenti e crediti a rischio più elevato, autorecludendosi in una nicchia di mercato altamente definita e con poco margine di crescita. “Per queste ragioni, anche i player più tradizionali stanno intensificando i loro investimenti in tecnologia a un ritmo senza precedenti, certi di dover sfruttare appieno le tecnologie e le skill digitali nei prossimi anni” prosegue Mancini, sottolineando come le maggiori banche europee abbiano complessivamente pianificato investimenti in tecnologie (principalmente cloud, cybersecurity, dati e robotica) superiori a 60 miliardi di euro entro il 2024.

 

 

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