Non sono un cervello in fuga, sono un cervello in cerca (e ora torno in Italia)

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Storie di cervelli italiani. Matteo Concas, a 29 anni, è stato chiamato per diventare General Manager in Italia di N26, la prima banca per smartphone d’Europa. Lavorava da Berlino, i founder sono tedeschi. Grazie al suo lavoro ha conquistato 100mila clienti italiani (per aprire un conto ci vogliono 8 minuti). Nel suo passato? Studi in Italia, esperienze internazionali in Usa, Africa e Malesia. Nel 2012 si è trasferito a Londra, dove ha lavorato prima per JP Morgan e, poi per Zaoui & Co.. E’ stato advisor della fusione tra Alcatel-Lucent e Nokia. Nel suo futuro? L’Italia. Il 31 agosto lascia N26 e rientra, pronto per nuove avventure nel settore fintech. «Lo devo al mio Paese e voglio sposarmi».

Da cervello in fuga a cervello di ritorno…

«Non mi sono mai considerato un “cervello in fuga”, ma piuttosto, un “cervello in cerca” di esperienze professionali e personali che mi permettessero di crescere e imparare. Questo mi ha dato l’opportunità di girare il mondo e vivere in città diverse, da Parigi a Londra, passando per New York, Kuala Lumpur fino alla mia ultima sosta a Berlino. Ma c’è una differenza tra vivere all’estero e lavorare per grandi aziende internazionali…»

Qual è?

«Se vivi all’estero, conosci culture e tradizioni diverse, se lavori per un gruppo internazionale cresci, con un focus su performance e apprendimento».

Cosa hai imparato?

«Tre lingue oltre all’italiano. E la lingua è davvero la chiave per sentirsi parte di una comunità differente. Ho imparato ad analizzare i dati finanziari in modo da poter estrarre velocemente informazioni. Ho capito come formulare un piano d’azione con determinati obiettivi in tempi prestabiliti E ho capito che devi personalizzare lo stile di comunicazione da persona a persona».

Come hai visto l’Italia da lontano?

«Fare esperienze all’estero ti apre la mente ma ti offre anche sguardo più distaccato rispetto ad alcune dinamiche del nostro Paese. Vedo un grandissimo spirito imprenditoriale. Certo, ci sono limiti burocratici e strutturali. Forse manca la voglia di fare squadra e portare le PMI a una dimensione di grande impresa internazionale».

Cosa cerchi in Italia?

«Cerco un progetto o una venture con un team motivato, che mi faccia innamorare della propria idea di business. Io darò il 100% di me stesso».

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2 Commenti

  1. Salve a tutti,
    Mi chiamo Francesco Cerminara e sono un reporter freelance. Ho da poco scoperto il vostro sito e ne sono rimasto affascinato. Vorrei proporvi un articolo sui pregi e i difetti di chi oggi fa turismo oppure un pezzo sul fascino indiscreto della Romania, concentrandomi sui liceali che vogliono emigrare. Per sei mesi, ho fatto il volontario a Craiova, scrivevo, filmavo e montavo video promozionali e insegnavo, in maniera non formale, scrittura creativa. Vi andrebbe di leggere una bozza? Non esitate a contattarmi. Grazie in anticipo per la pazienza.

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