NFT in crisi: game over?

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NFT

Il mondo delle criptovalute attraversa una nuova fase di crisi, è arrivato il momento delle regole o non ne vale la pena?

 

Forse sta per finire il gioco. O meglio, quella che sembrava una nuova opportunità di business si sta avvicinando più a essere un trend in via d’estinzione. Una posizione più che opinabile, la cui analisi risulta ancora più difficile quando, addentrandosi nel mondo degli NFT, si è immediatamente circondati da iniziative lodevoli e interessanti e altre nate poco tempo prima già destinate al tramonto.

 

Secondo i dati riportati da Bloomberg, il volume di scambio di oggetti e arte digitale registrati su blockchain sono crollati del 97% rispetto al livello record registrato lo scorso gennaio. Tradotto in soldoni, nel vero senso della parola, i ricavi sono scesi a soli 466 milioni di dollari se confrontati con il livello massimo di 17 miliardi che si era registrato a inizio 2022, secondo quanto riportavano i dati di Dune Analytics.

La tendenza ad abbandonare sempre di più la strada dell’NFT si è presto tradotta in una più grande crisi registrabile all’interno del complesso mondo delle criptovalute. Le cause della crisi sono da ricercare in più ambiti, uno su tutti la mancanza di una normativa specifica che regoli il mondo della moneta virtuale, ed è qui che forse si trova il più grande spiraglio a cui si deve il suo successo, la mancanza di norme ha permesso negli ultimi anni di rendere più accessibili gli scambi, creando vere e proprie community anche tra neofiti e soli amatoriali.

L’ambiente della finanza classica si divide tra chi vedrebbe di buon occhio una regolamentazione e chi ancora nutre diffidenza. Quel che ormai pare chiaro è un andamento piuttosto scostante, in cui l’unica certezza rimane il continuo scollamento del volume degli scambi e il valore degli oggetti acquistati.

Le Nazioni Unite e la Commissione UE spingono per avere una regolamentazione, cosa che potrebbe avvenire solo a fronte di un interessamento globale in grado di creare una struttura per il domani.

La creazione di una moneta digitale da parte della Banca centrale continua a essere infatti uno dei primi argomenti di discussione in diversi Paesi, al progetto lavorano Cina, Stati Uniti e la BCE che ha messo in cantiere un’analisi di fattibilità. Delle regole che garantirebbero sostenibilità, ma allo stesso tempo tracciabilità, alimentando sempre di più il dubbio che forse il gioco inizi a non valer più la candela.

 

 

 

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