NIK STORONSKY REVOLUT

Revolut: lavoro flessibile per sempre, anche dopo la pandemia

Dopo le big tech d’oltreoceano, anche la fintech inglese Revolut passa al lavoro flessibile permanente. E a deciderlo sono stati, grazie a un sondaggio interno, i lavoratori stessi. Finita l’emergenza, gli oltre 2000 dipendenti potranno scegliere quando e quanto lavorare da casa o andare in ufficio.

Dalla fine di marzo 2020 i dipendenti di Revolut hanno lavorato esclusivamente da remoto, per via della pandemia. Il 98% ha detto di essersi adattato bene allo smart working. Il 60% ha riscontrato un maggior work-life balance. Il lavoro da casa non ha avuto un impatto negativo sulla produttività individuale (per il 92% dei dipendenti) o sulle prestazioni del team (96%). Anzi, in molti casi i lavoratori hanno riscontrato cambiamenti in positivo.

Del resto, anche i risultati aziendali dimostrano che lo smart working non ha frenato la crescita della fintech. Nell’anno della pandemia, Revolut ha esordito in tre nuovi grandi mercati, Stati Uniti, Australia e Giappone, ha lanciato nuovi prodotti, come i conti Junior e il trading di materie prime. A luglio ha completato un round Serie D da 580 milioni di dollari. E in 10 mesi gli utenti sono passati da 10 a oltre 13 milioni.

REVLABS uffici revolutDai sondaggi aziendali è emerso però che il 65% della forza lavoro preferirebbe recarsi in ufficio quando lo desidera, per interagire con i colleghi anche in presenza. Da qui l’idea dell’azienda di adottare un modello flessibile, che permette anche di reclutare talenti senza barriere geografiche, e ripensare gli uffici, creando degli spazi collaborativi flessibili (si chiameranno RevLabs). Nelle sedi di Revolut circa il 70% dello spazio sarà dedicato al lavoro di squadra. Ci saranno luoghi per il brainstorming, la formazione e l’interazione con i colleghi, ma anche “quiet areas” e sale per le riunioni con gli esterni.

L’idea di un ex trader

«Sogno di fare una rivoluzione nel mondo bancario. E creare una piattaforma globale che permetta a tutti di gestire le proprie finanze in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo con il proprio smartphone» ci ha raccontato tempo fa Nik Storonsky, co-founder di Revolut. 36 anni, arrivato a Londra dalla Russia, Storonsky ha iniziato a lavorare come trader per le grandi banche della City, passando da Lehman Brothers a Credit Suisse. Ma ha lasciato tutto nel 2015 per creare Revolut insieme a Vlad Yatsenko, ex sistemista di Deutsche Bank. La fintech, attiva anche in Italia, punta a 100 milioni di utenti entro il 2023. È considerata l’azienda tech a più rapida crescita del Regno Unito.

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