A 17 anni inventa una mano bionica nel garage di casa

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Andrei Blindu è stato premiato per la sua invenzione al TedxYouthBologna.

Andrei Blindu, 17 anni, di origini rumene, frequenta il liceo scientifico in provincia di Bergamo. Come tanti ragazzi, ama andare in bici, nuotare, giocare ai videogiochi e ascoltare musica. Ma le sue più grandi passioni sono la scienza e la tecnologia. A 14 ha imparato a programmare e la scorsa estate ha creato una mano bionica in legno nel garage di casa. Il 12 novembre è stato premiato come miglior speaker nella categoria Tecnologia al TedxYouthBologna, il concorso lanciato da ministero dell’Istruzione e Ted per dare visibilità ai giovani talenti.

Come hai avuto l’idea?

«Il mio obiettivo è quello di costruire dispositivi che possono essere controllati direttamente dal pensiero. Non so esattamente come mi sia venuta questa idea, forse rendendomi conto che nel progresso tecnologico manca un collegamento diretto tra la volontà dell’uomo e l’azione delle macchine. Per controllarle con la stessa facilità con cui usiamo il nostro corpo. Così ho fatto delle ricerche su Internet. Ho trovato siti e articoli che mi hanno ispirato. Non avevo strumenti né esperienza. Per iniziare, ho deciso di costruire un dispositivo controllabile attraverso un segnale biologico più facile da rilevare rispetto alle onde cerebrali, ovvero il segnale elettrico prodotto dai muscoli durante una contrazione. Ho costruito una mano bionica perché la ritenevo l’applicazione più utile: può essere usata come protesi e, a differenza della maggior parte delle protesi, i costi sono modesti».

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Come l’hai realizzata?

«La scorsa estate nel mio garage, con gli strumenti che avevo. L’ho costruita con il legno e dei motori che fanno muovere le dita. Ho comprato elettrodi, un sensore e Arduino (scheda elettronica programmabile) per rilevare e analizzare il segnale elettromiografico».

Come funziona?

«Gli elettrodi rilevano il segnale elettrico prodotto dai muscoli quando si contraggono, il sensore lo pre-elebora e lo amplifica per renderlo misurabile da Arduino, su cui ho scritto un algoritmo che ha il compito di analizzare il segnale e inviare comandi ai servomotori responsabili del movimento delle dita».

Dove hai imparato?

«Sono sempre stato appassionato di scienza e di tecnologia. Sono portato per la matematica e le scienze. E mi piacciono film e fumetti di fantascienza (in particolare quelli della Marvel). Ho imparato a programmare al primo anno di liceo grazie a un insegnante di fisica, Ugo Rossi. Mi ha insegnato il linguaggio Pascal durante l’ora alternativa alla religione (allo scientifico tradizionale non facciamo informatica come materia). Poi lui ha cambiato scuola, ma io ho continuato a studiare per imparare altri linguaggi come il C++, il Java e il Python. Soprattutto ho imparato a programmare su Arduino».

Com’è stato partecipare al Ted?

«L’esperienza è stata meravigliosa. Tutto è iniziato quando la mia insegnante di scienze (Angela Scipioni) ha ricevuto una mail dal Ted. Le chiedevano di segnalare eventuali studenti che avevano idee che meritavano di essere raccontate. Una settimana prima avevo fatto una presentazione sulla mano bionica in classe. Così ha pensato a me. Ho inviato un video di 2 minuti in cui spiegavo la mia idea e sono stato scelto tra i 22 finalisti (2 per ognuna delle 11 categorie). Il 12 ottobre ho presentato il progetto alla giuria. Sono stato scelto tra i vincitori e il 12 novembre ho fatto il talk davanti al pubblico. Per prepararci abbiamo fatto delle lezioni di public speaking via Skype. L’evento è stato fantastico! Prima di salire sul palco ero un po’ nervoso, ma il discorso è piaciuto e sono stato molto soddisfatto».

dsc00017Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

«Il mio obiettivo è quello di creare una startup che produce dispositivi comandati dal pensiero o dai biosegnali (come la contrazione muscolare) e fare delle nuove scoperte in questo ambito».

Quali sono i tuoi modelli?

«Steve Jobs è il mio mito, ma ci sono anche altri personaggi che mi ispirano, come Alan Turing, Nikola Tesla, Elon Musk e Einstein».

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