31 marzo: World Backup Day

Di
Claudio Santoro
31 Marzo 2024

Nel finale di Fuga da Los Angeles di Carpenter (1996) l’iconico Jena Plissken interpretato da Kurt Russell “uccide” tutta la tecnologia del mondo premendo il pulsante di un telecomando. Ci si avvicinava alla fine del XX secolo e cresceva la paura di un possibile cataclisma informatico – passato poi alla storia come Millennium Bug. Niente del genere è capitato e, almeno in questi termini, difficilmente capiterà. Tuttavia il timore di perdere la nostra memoria digitale e la nostra capacità tecnologica da un momento all’altro ha rincorso la creatività di cineasti e scrittori di fantascienza negli ultimi decenni, prendendo il posto di un’altra paura – quella dell’olocausto nucleare.

 

Giornata Mondiale del Backup – World Backup Day

È indubbio che l’incremento e la diffusione di tecnologie avanzate in un mondo sempre più digitale ha concesso più di uno spiraglio a cybercriminali e hacker. Il 31 marzo si festeggia la Giornata Mondiale del Backup (World Backup Day), una ricorrenza nata in rete nel 2011 quando un consulente digitale, Ismail Jadun lesse su Reddit la storia di un utente che aveva appena perso tutti i suoi dati proprio a causa di un mancato backup. Ispirato da questa storia, Ismail Jadun decise di fondare una giornata per il backup – e la rete ha fatto il resto in termini di diffusione.

 

Storia del backup

Volendo ripercorrere una storia del backup senza entrare nel merito di tecnologie “preistoriche” come le schede perforate del XVIII secolo, si può rintracciare il 1956 come l’anno della svolta, con la rivoluzione concretizzata da IBM. È dell’azienda statunitense infatti il primo computer commerciale con hard disk della storia: il 350 RAMAC, acronimo di Random Access Method of Accounting and Control Disk), un bestione da una tonnellata con cinquanta dischi semi incapsulati per una (allora considerevole) capacità di 5 megabyte.

Oggi il backup è una costante, accade anche quando non ce ne accorgiamo. Come attività sempre più automatizzata sia nel mondo del lavoro che nel privato, con archiviazioni di dati in costante aggiornamento automatico delle app sui dispositivi mobili, la diamo sempre più per scontata.

 

Cultura digitale e fragilità

A fianco della ricerca di maggiori capacità e velocità nell’archiviazione dei dati, oggi la sfida nell’ambito del backup è rappresentata dalla prevenzione e dalla sensibilizzazione sul tema. La criticità è connessa con le fragilità delle culture digitali: l’indice DESI (Digital Economy and Society Index) vede l’Italia in lenta crescita ma ancora indietro nell’integrazione delle tecnologie digitali rispetto ai maggiori concorrenti europei.

 

Nel 2023 l’85% delle aziende ha subito almeno un attacco informatico (+76% rispetto all’anno precedente, dati Veeam).

 

Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale

L’intelligenza artificiale può aiutare nella prevenzione: ad esempio valutando in tempo reale le condizioni di un sistema e proteggendo i repository (i depositi digitali dove vengono archiviati i dati) dai danni causati, ad esempio, da una interruzione improvvisa di corrente o da attacchi informatici.

 

Dispositivi smarriti

Si stima che circa il 25% dei dispositivi mobili vengono smarriti sui mezzi pubblici (dati Kingston). Una circostanza ben diversa sia dalle apocalissi digitali paventate dalla letteratura catastrofista che dalla sana preoccupazione a fronte di una cybercriminalità in aumento, ma comunque capace di incidere nel momento in cui affidiamo – a volte in maniera esclusiva, senza ricorrere ad alcun backup – quantità elevate di dati a un singolo dispositivo o disco rigido.

 

Parafrasando Oscar Wilde, se la memoria (digitale) è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé, perché non prendere ispirazione da Ismail Jadun – e dalle grandi aziende che spendono risorse per archiviare e proteggere i loro dati – e ricordare l’importanza del backup come salvaguardia della memoria?

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