Uovo: un successo di arte per adulti e bambini

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Il nome Uovo indubbiamente incuriosisce, ma dietro al guscio c’è un mondo. Uovo è infatti un’organizzazione indipendente milanese fondata nel 2003 da Umberto Angelini, Giuseppe Soggetti e Gisella Borioli al famoso Superstudio Più di Milano. Con l’obiettivo di rompere gli schemi e promuovere idee e progetti per la cultura contemporanea con particolare attenzione a performing art e creatività giovanile.

Ideazione, progettazione e produzione di eventi artistici e culturali che superano la tradizionale divisione di generi e luoghi di rappresentazione. Un progetto che ha spiccato subito il volo attirando molti consensi da tutta Europa. Tanto che il lavoro di Uovo è stato sostenuto da istitituzioni continentali, fondazioni e sponsor privati. Uovo ha anche “antenne” a Berlino, Londra e New York. In queste città infatti (ma oggi anche a San Francisco e Amsterdam) avviene una cosa interessante. Uovo ha alcuni “scopritori di talenti” che lavorano in sinergia con la direzione artistica e che segnalano le novità più interessanti da coinvolgere nel festival. Uovo ha portato compagnie e artisti in punti di riferimento per l’arte in queste città (Barbican a Londra, Schaubüne a Berlino).

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Da 7 anni poi i tre ideatori di Uovo hanno intuito l’enorme potenziale del mondo dell’infanzia e hanno creato Uovokids, un festival tutto per bambini, innovativo e pluridisciplinare, dedicato alla creatività contemporanea. Genitori e bimbi si ritrovano insieme per esplorare musica, arte, architettura, design, cibo, scienza, nuove tecnologie. Da sottolineare l’assenza di educatori e animatori: vengono coinvolti invece gli artisti più rilevanti nel panorama della creatività contemporanea internazionale che abitualmente non lavorano con e per i bambini.

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Nel frattempo viene “covata” e data alla luce anche Uovo Tv, piattaforma digitale che permette di vedere molte delle performance passate degli artisti coinvolti nel progetto.

I numeri sono di tutto rispetto: l’ultima edizione di Uovokids, svoltasi sui 40.000 mq del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano ha infatti fatto registrare 27 progetti, 30 artisti da 5 paesi, 8.000 visitatori unici al sito del festival in sole due settimane. E il prossimo weekend, 22-23 ottobre, si terrà l’edizione 2016, nella medesima sede.

 

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Il “tuorlo” di Uovo, il marchigiano Umberto Angelini, spiega come sono nate le due idee e soprattutto il nome: «Ne volevamo uno curioso, che rompesse le regole consolidate nel campo della scena artistica dove i nomi sono abbastanza tradizionali, ma che fosse al contempo anche un nome familiare. All’inizio ha avuto successo proprio perché il nome suscitava curiosità. Uovo e le sue performance artistiche nascono dall’insoddisfazione verso la scena performativa italiana e dall’esigenza di definire un campo artistico, quello dell’instabilità, della fragilità contemporanea e cerca di indagare gli ambiti della creazione contemporanea». E il passaggio al mondo dell’infanzia? «UovoKids è nato come spin-off di Uovo. Siamo partiti da due considerazioni semplici: il nostro pubblico cresce anagraficamente e comincia ad avere figli. Inoltre, ci interessa il rapporto con l’infanzia per stimolare fin dall’inizio un processo di alfabetizzazione al contemporaneo. L’approccio non è quello di chi organizza un evento per bambini: non abbiamo animatori, ma artisti che abitualmente non lavorano con l’infanzia e che quindi sono costretti a rivedere le loro pratiche. Tra l’altro non abbiamo solo performer, ma anche designer e architetti, perché abbiamo scelto l’età multidisciplinare lavorando molto sulla scienza e sul cibo».

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