«Ti porto a casa piatti pronti e su misura (grazie all’intelligenza artificiale)»

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andrea lippolis feat food
Andrea Lippolis, founder e Ceo di Feat Food

Dalla scelta degli ingredienti, ai quantitativi per un regime sano ed equilibrato, giorno per giorno. Comodità a portata di clic, che hanno alle spalle l’applicazione dell’intelligenza artificiale e del machine learning. E anche storie umane e personali.

Andrea Lippolis, 29 anni, founder e Ceo di Feat Food, si era spostato da Lecce a Milano, per laurearsi in Ingegneria. «Gioco a basket, dopo gli allenamenti tornavo a casa affamato. Mi mancava la cucina di mamma e una dieta bilanciata sui miei bisogni. Non ho trovato online il servizio che cercavo. L’ho fatto io» ci racconta.

Si laurea a 22 anni, torna a Lecce, trova una gastronomia per produrre i pasti e comincia a testare il servizio. «Ho creato un primo sito online per raccogliere gli ordini, le consegne le facevo io, in scooter».

L’idea piace. Nel 2016 Andrea entra nel programma di accelerazione di Impact Hub, a Milano. «Ho dovuto adattare il progetto a Milano. Ho raccolto capitale in vari round di finanziamento (l’ultimo, da 1,5 milioni di euro, lo scorso dicembre), 4 milioni di euro in totale. Sono entrate anche grandi aziende alimentari, come Amadori e Riso Gallo. Abbiamo creato algoritmi e applicazioni di intelligenza artificiale in grado di trasformare preferenze, caratteristiche e obiettivi di forma dei clienti in piatti e un menu su misura, che copre i pasti di una settimana».

Come funziona

Il software, dopo l’inserimento dei dati di un cliente, attraverso un’analisi individua la quota di calorie giornaliere e di macronutrienti necessari. Più sono aggiornati i dati, più l’algoritmo è preciso nell’individuare i percorsi nutrizionali, calcolando le grammature esatte, scegliendo le combinazioni di ingredienti e distribuendoli sui pasti. Che possono essere modificati se il cliente lo desidera.

feat food intelligenza artificiale«I pasti sono consegnati a casa in un box, in confezioni singole in atmosfera modificata, da conservare in frigo o in freezer, pronti da scaldare. Lo stabilimento di produzione è a Milano, siamo stati uno dei primi dark restaurant di Milano. Tra uffici e produzione, occupiamo 36 persone. Abbiamo circa 30mila utenti, per lo più tra i 30 e i 35 anni. Alcuni seguono diete, altri vogliono solo stare bene e mangiare meglio».

Il business va bene? «Abbiamo servito oltre 200mila pasti, 2.000 al giorno, consegnati in tutta Italia. Da due anni, triplichiamo i volumi di anno in anno. E stiamo per aprire nel Regno Unito grazie all’ingresso di fondi di investimento europei».

Feat Food è al 168° posto nella FoodTech 500, classifica delle migliori startup food tech al mondo. Info: www.featfood.it.

Tratto dall’articolo “Food: le nuove scommesse” pubblicato su Millionaire di novembre 2021.

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