Al Ces 2020 premiata la suola smart (italiana) che si adatta al terreno

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suola ces 2020

Patrizia Casali, 27 anni, ingegnere, ha ideato una suola in grado di adattarsi ai cambiamenti del terreno, dell’ambiente o di chi la indossa. Si chiama Wahu. È una delle invenzioni italiane presenti al Ces di Las Vegas, la più grande fiera internazionale di tecnologia, che quest’anno si tiene dal 7 al 10 gennaio. Oltre 1200 startup arrivate da tutto il mondo, circa 60 sono italiane. Wahu è tra le tre (insieme a HiRide e Smart Tobots) premiate con i Ces 2020 Innovation Awards Honoree: «È stata selezionata tra le 20 migliori tecnologie indossabili al mondo. L’evento è appena iniziato e c’è già grande interesse da parte di media, visitatori e operatori industriali. È una bellissima esperienza. Sono positiva. Potremmo avere contatti utili per perfezionare il prodotto e lanciarlo sul mercato. L’ambiente è movimentato, pieno di persone e invenzioni di ogni tipo e provenienza. Mentre parliamo ho davanti a me un cane robot» ci racconta Patrizia a poche ore dall’apertura.

Raccontaci della tua invenzione. Com’è nata l’idea?

«Lavoravo all’interno di e-Novia, la fabbrica di imprese di Milano, e mi occupavo dello sviluppo di progetti innovativi per altre società. Ho sempre avuto la propensione a creare qualcosa di mio. L’ispirazione è arrivata lavorando con imprese della moda e delle calzature. Mi sono resa conto di quanto fosse ancora inesplorato il settore delle scarpe “attive”. Lo scorso gennaio Nike ha lanciato la prima scarpa che si allaccia da sola. Mancava una suola che riuscisse a gestire differenti terreni. L’idea è nata 11 mesi fa, la società a fine luglio. Insieme a me, ci sono un designer, un ingegnere meccanico e uno elettronico. Siamo stati finanziati e supportati da e-Novia».

Come funziona Wahu?

«La suola è in grado di adattarsi ai cambiamenti delle condizioni dinamiche dell’utente, del terreno e dell’ambiente. Funziona con una scheda elettronica dotata di sensori. Un algoritmo riconosce i micro-scivolamenti del piede e comprende quando attivare la suola. A quel punto, i micro-compressori gonfiano le cavità interconnesse facendo aumentare lo spessore della suola (fino a 8 mm) e cambiandone quindi l’aderenza al terreno e l’ammortizzazione. Abbiamo sviluppato anche un’app che permette di raccogliere dati (sull’andatura o la pressione plantare) che possono essere utili sia per il brand che produce la scarpa sia per l’utente. Per esempio, la suola potrebbe rilevare o prevenire la caduta di un operaio al lavoro oppure identificare una persona dal suo modo di camminare».

A quali persone potrebbe essere utile?

«Oltre ai lavoratori industriali, agli sportivi. E non solo. Il nostro primo market test, nel 2020, sarà in un ambito di “urban frost”. Un esempio? Nell’estremo sud e nell’estremo nord del mondo, a causa di variazioni climatiche molto forti, le persone sono costrette a cambiare scarpe anche quattro volte al giorno. Risolverebbero il problema con una suola che si adatta alle diverse condizioni esterne. Nei prossimi mesi creeremo una capsule collection di circa 150 pezzi insieme a un brand italiano. Così lanceremo e testeremo il prodotto».

Un consiglio per giovani inventori?

«Non perdete mai la speranza. Sono convinta che un atteggiamento calmo e positivo possa davvero fare la differenza in tutto, anche nel confronto con le altre persone, collaboratori, investitori o partner. E poi pianificate. Serve organizzazione. Forse i vostri piani saranno distrutti, quindi preparatevi a ripianificare. Gestite l’imprevisto con calma. E non perdetevi d’animo».

Info: https://wahu.it/

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