Alibaba, crescita record nel terzo trimestre

Alibaba, competitore di Amazon, ha un mercato di 2,5 miliardi di clienti, tra Cina e Sud-Est asiatico. Ora Jack Ma, fondatore, dà spazio ai produttori di vino italiani.

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Il gruppo cinese fondato da Jack Ma ha aumentato i ricavi del 54% negli ultimi mesi de 2016.

Superando le previsioni degli analisti, il gruppo cinese Alibaba ha registrato una crescita dei ricavi del 54% nel terzo trimestre del 2016. Merito anche del successo del Singles Day, la giornata dedicata ai single, celebrata con sconti e superofferte.
L’11 novembre è ormai una ricorrenza per i cinesi e una giornata record per l’ecommerce. Lo scorso anno il sito ha registrato un boom di acquisti che, secondo Jack Ma, «simboleggia il grande potere dei consumi cinesi».

Ma chi è Jack Ma? Nato dal nulla, ex insegnante di inglese, ha creato un impero in soli 15 anni…

Insegnante di inglese con la passione per la tecnologia

Nato a Hangzhou (1.300 km a sud di Pechino) nel 1964 in una famiglia di cantastorie, è un allievo poco brillante a scuola. Fin da bambino però dimostra interesse per la lingua di Shakespeare e per l’intraprendenza. Lavora nelle catene di fast food e fa la guida turistica, senza successo. Si iscrive a un’università di lingue statali di basso livello e durante gli studi inizia a insegnare inglese. Guadagna 15 dollari al mese, una cifra che a quel tempo in Cina era sufficiente per mantenersi. Racimolati i pochi risparmi, si compra un cellulare. È il primo cinese della sua città a fare questo acquisto, che all’epoca necessitava il permesso della polizia.

Dopo poco punta ad aprire un’agenzia di traduzioni: un passo un po’ troppo lungo, che costringe Jack a vendere cianfrusaglie per strada. È il lavoro di traduttore però che nel 1995 gli fa piovere dal cielo un’opportunità: un’azienda cinese che doveva recuperare dei crediti lo manda negli Stati Uniti. L’avventura sarà indimenticabile, perché scopre Internet come una nuova frontiera di business per chi era disposto a rischiare.

Con 1.000 euro fonda il suo primo sito

Il punto di svolta risale a una serata del 1995: circondato dai suoi allievi, Ma naviga in un motore di ricerca per ottenere informazioni sulla Cina nella sua lingua. Nessun risultato. Scrive un’altra richiesta generica: birra. Ancora nulla. Il futuro imprenditore capisce che c’è un vuoto e fonda una web directory, cioè una lista di siti, in cinese. Si chiama China Pages. Per concretizzare l’intuizione, investe tutti i suoi risparmi (circa 1.000 euro) e chiede un prestito di 2mila euro alla sorella. Poi presenta il progetto a 24 persone tra amici e studenti, ma ottiene la collaborazione di uno solo di loro, He Yibing, che a sua volta aveva già fondato un sito Internet. I due affittano un monolocale, comprano un Pc e si attaccano al telefono alla ricerca di potenziali investitori per la loro creatura, China Pages. L’avventura si conclude nel migliore stile startupparo: China Pages viene venduta alla Telecom Cinese per 130mila euro.

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Nel 1999 nasce Alibaba, che significava per tutti “Apriti Sesamo“

A quel punto Ma si trasferisce a Pechino e trova lavoro presso un’attività Internet del Ministero del Commercio cinese. E tocca con mano le difficoltà delle piccole imprese indipendenti nei confronti di quelle statali. È in quella occasione che nasce in lui l’idea di fondare una piattaforma online per il commercio tra aziende. L’idea andava a colpire una nicchia di business ancora inesplorata: il collegamento tra le imprese occidentali e i tanti produttori cinesi, che in meno di 10 anni sarebbero diventati il polmone dell’export asiatico. Chiarissime fin da subito le intenzioni di Ma, che punta all’inglese per sottolineare l’aspirazione globale del sito.

«Era il 1999. Alibaba era un nome semplice da pronunciare, un nome che per tutti significava “Apriti, Sesamo” e indicava tesori nascosti» ha ricordato Ma. In un primo momento deve fronteggiare ostacoli enormi, dalla lentezza della connessione in tante regioni cinesi alla diffidenza tra il mondo occidentale e quello orientale. «Avevamo pochi soldi. Così abbiamo speso ogni centesimo con grande attenzione» ha poi sottolineato Ma, che usa le pareti di casa per avviare la startup con una disponibilità inferiore a 50mila euro. «Il nostro obiettivo era riuscire a far ottenere la merce con pochi clic» ha spiegato Ma, che deve alla semplicità del funzionamento buona parte del successo del sito.

In sei mesi ottiene il primo finanziamento di quattro milioni di euro da parte della banca d’affari Goldman Sachs. Tuttavia nei primi anni le difficoltà sono continue: dalla mancanza di fondi nel 2002, che quasi porta alla chiusura del sito, fino all’epidemia di Sars nel 2003, che costringe gli impiegati a lavorare dal computer di casa.

Il punto di forza di Alibaba

Mister Ma conosce le abitudini e le propensioni al consumo di milioni di consumatori e imprese cinesi. «Il mio obiettivo è quello di raggiungere il milione di dipendenti. E io credo che l’azienda vivrà 102 anni» ha profetizzato Ma.

L’imprenditore crede nel taoismo, religione orientale che considera la spontaneità come migliore stile di vita. «Per il taoismo la leadership consiste nel non dirigere per nulla. Se qualcuno mi dice che un impiegato sta cercando di sorpassarmi, rispondo che io sono un insegnante e che questo è ciò che deve succedere tra maestro e allievi. Un imprenditore deve avere intorno a sé collaboratori più preparati di lui dal punto di vista tecnico, altrimenti è circondato dalle persone sbagliate» ha affermato Ma, che per gestire Alibaba si limita a dare indicazioni generali e a rappresentare la cultura aziendale.

Il rapido successo di Alibaba ha però sollevato qualche dubbio da parte dei commentatori. Al momento infatti sta dirigendo gli investimenti aziendali in direzioni diverse, tra cui una Internet tv, una grande catena di negozi, una App dedicata ai taxi, un servizio di mappatura digitale, le poste pubbliche di Singapore… Settori così eterogenei da far sorgere il sospetto sulla chiarezza di visione imprenditoriale del tycoon.

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All’esordio in Borsa batte Facebook

Il suo esordio alla Borsa di New York ha battuto quello del social network Facebook: Alibaba (www.alibaba.com), sito di e-commerce cinese, è diventato la stella più luminosa del firmamento Internet. I numeri parlano da soli: grazie a una crescita del 45% nei primi mesi del 2014, la piattaforma di vendita con base a Hangzhou ha superato colossi come Amazon ed eBay. Il patrimonio del suo fondatore, il cinese Jack Ma è stato eletto nel 2009 dal settimanale Times come uno dei 100 uomini più importanti della Terra.

E se i sogni si avverassero?

Il giorno della quotazione Ma ha raccontato alla stampa americana: «Anni fa ho chiesto a mia moglie se voleva un uomo ricco o un businessman rispettato. Ovviamente mi ha detto che voleva un businessman rispettato, perché non credeva che sarei mai diventato ricco». Lo stesso giorno, nella sede di Alibaba, tutti i dipendenti indossavano una maglietta bianca, regalata loro dal fondatore, e la scritta in cinese: «Bisogna avere dei sogni. E se si avverassero?».

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La lezione di Jack Ma

1 Credi nei tuoi progetti.

2 Finché non ti dai per vinto hai ancora una chance.

3 Studia un’altra lingua e viaggia.

4 Comincia in piccolo.

5 Ogni tanto non prenderti troppo sul serio.

6 Quando il mercato cresce, cresci anche tu.

Redazione

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