L’app antispreco lancia le box con il cibo invenduto durante il lockdown

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Eugenio Sapora

Secondo il rapporto #iorestoacasa dell’Osservatorio Waste Watcher (Last Minute Market/Swg), durante il lockdown gli italiani hanno acquistato più cibo, ma i rifiuti alimentari in casa, nel complesso, non sono aumentati. Per il 50% degli intervistati la quantità è rimasta invariata. Per il 19% è scesa, per 1 su 4 è aumentata. Alcuni generi alimentari, come farina, pasta, latte, hanno subìto un’impennata nelle vendite. Ma, nonostante i dati positivi, molti prodotti, soprattutto quelli destinati alla ristorazione, sono rimasti invenduti. Per rispondere al problema, Too Good To Go, la startup che dal 2015 combatte lo spreco con un’app, ha lanciato il progetto Super Magic Box. Venderà i prodotti rimasti stoccati in magazzino durante il lockdown a prezzi scontati (-70% circa rispetto al valore di mercato).

app antispreco ciboIl progetto al momento è attivo a Milano, Roma e Bergamo. Gli utenti ordinano e possono pagare via app. Poi ritirano la loro box, con una selezione di prodotti a sorpresa, in uno dei 150 pick-up point disponibili sul territorio.

L’obiettivo è duplice: ridurre gli sprechi e aiutare produttori e distributori a smaltire gli stock.

«La quantità di cibo rimasta nei magazzini italiani è impressionante. Si tratta di alimenti, solitamente destinati alla ristorazione, con una shelf-life dai 3 ai 6 mesi» spiega Eugenio Sapora, Country Manager Italia di Too Good To Go.

sapora too good to go«Dopo il lockdown, questi prodotti si avvicinano a scadenza: per questo abbiamo messo a disposizione la nostra app e la nostra rete di esercenti e waste warriors per salvare quanto più cibo possibile e allo stesso tempo aiutare economicamente tante realtà che hanno subito gli effetti della crisi».

In questo modo, la filiera si integra e si supporta vicendevolmente. «Da una parte facendo sì che gli alimenti degli stock che non possono essere venduti in altro modo arrivino direttamente all’attenzione del consumatore, dall’altra riavvicinando in sicurezza e con cautela le persone agli esercizi commerciali di prossimità» dice Sapora.

Al progetto collaborano anche Danone, Fine Food Group, Gruppo Dolcitalia, e Lazzarini Spa per la distribuzione delle box.

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