Apple è il marchio che vale di più nel 2020. Tre italiani nella top 100: Gucci, Ferrari e Prada

1
2563
apple brand

Nell’anno della pandemia, la tecnologia salva, e anzi fa avanzare, i grandi marchi del settore. Tutti ai primi posti della classifica Best Global Brands 2020 di Interbrand. Apple si conferma sul gradino più alto del podio, seguito da Amazon, Microsoft, Google e Samsung, che ha scalzato Coca-Cola dal quinto posto del 2019. Tre big italiani nella top 100: Gucci (in 32esima posizione), Ferrari (79°) e Prada (99°).

La classifica è stilata in base a tre fattori: la performance finanziaria dei prodotti o servizi dell’azienda, il ruolo del brand nel processo d’acquisto, la sua forza competitiva con la capacità di creare fidelizzazione. L’analisi riguarda il periodo compreso tra il 1° luglio 2019 e il 30 giugno 2020.

I risultati: il valore totale dei Best Global Brands 2020 è di 2.336,5 miliardi di dollari (+9% rispetto al 2019). I primi dieci marchi rappresentano il 50% del totale. Sul podio, Apple vale quasi 323 miliardi di dollari, Amazon 200,6 (in crescita del 60% rispetto al 2019), Microsoft 166. Poco distante Google, che è fuori dalla top 3 per la prima volta dal 2012. Seguono Coca-Cola, Toyota, Mercedes-Benz, McDonald’s e Disney. Gli italiani Gucci, Ferrari e Prada valgono rispettivamente 15,67 miliardi, 6,4 e 4,5 miliardi.

Amazon, Spotify e Netflix sono tra i brand più in crescita. L’e-commerce di Jeff Bezos è quello che ha registrato il maggior aumento in termini di valore, +60% in un anno. Spotify (70°) e Netflix (41°) invece hanno guadagnato più posizioni in classifica. Merito anche del modello di business e del boom della subscription economy. Ma tra le new entries, è Instagram a battere tutti balzando in 19esima posizione.

Nell’anno di lockdown, smart working, didattica a distanza, fanno il loro ingresso in classifica anche YouTube (30°) e Zoom (100°). Dopo tre anni dalla sua ultima presenza, torna nella top 100 Tesla (40°), vista la rapida crescita dell’ultimo anno.

Per “l’effetto Covid” quindi crescono la tecnologia, i social, la comunicazione, la logistica e i pagamenti elettronici. Il settore retail è tra i più colpiti dalla pandemia. Zara (35) e H&M (37), per esempio, hanno perso almeno sei posizioni rispetto al 2019.

In tutti i settori, non solo digital e tech, è l’innovazione a premiare i brand in classifica. Vale anche per moda, lusso, automotive, come dimostrano i casi italiani. Gucci, che pur essendo di proprietà del gruppo francese Kering continua a essere considerato un marchio made in Italy, innova, cresce coinvolgendo anche i più giovani ed è un punto di riferimento nel settore anche per responsabilità sociale e ambientale. Nella stessa direzione si muovono anche Prada, che ha lanciato una collezione in nylon 100% rigenerato, e Ferrari, con le auto ibride di lusso.

Qui a classifica completa: https://interbrand.com/best-global-brands/

Print Friendly, PDF & Email

1 COMMENTO

  1. È interessante vedere come la pandemia globale abbia influito sulle abitudini di consumo e, necessariamente, sui brand. A mio parere per certi versi non ha fatto altro che accelerare la trasformazione che già era in atto ben prima: fast fashion, nonostante gli sforzi per riconfigurare la propria immagine di sostenibilità perde terreno e ne guadagnano invece i grandi brand del lusso, anche essi mossi di recente in direzione della sostenibilità e aiutati probabilmente dall’affermarsi di nuove abitudini di consumo che prediligono prodotti di qualità e duraturi al modello ‘usa e getta’ proposto dalla fast fashion.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.