Arriva in Italia l’app per fare la dichiarazione dei redditi via smartphone

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founders taxfix
Lino Teuteberg e Mathis Büchi, fondatori di Taxfix

Arriva anche in Italia l’app per la dichiarazione dei redditi che ha già spopolato in Germania. Si chiama Taxfix. Permette di compilare e inviare il 730 via smartphone, in autonomia, e di conoscere in pochi minuti l’importo del proprio rimborso fiscale. L’idea è di Mathis Büchi e Lino Teuteberg, 34enni svizzeri che nel 2017 hanno lanciato l’app a Berlino. In meno di tre anni hanno raccolto oltre 100 milioni di euro di investimenti, in tre round. L’ultimo, annunciato lo scorso aprile, ammonta a 65 milioni di dollari. La startup oggi ha un team di 200 persone, e conta di assumerne altre 100 nei prossimi mesi. Il servizio registra solo in Germania più di 3.300 dichiarazioni dei redditi al giorno. Adesso è disponibile anche in Francia e Italia.

taxfix mathis buchi«Abbiamo fondato Taxfix per dare una mano a tutti coloro che rinunciano al loro rimborso a causa della complessità del processo legato alla dichiarazione dei redditi» spiega Mathis, Ceo e co-founder della startup. «Arriviamo in un momento particolare, con la pressione finanziaria post Covid-19. Speriamo di poter aiutare le persone a presentare la dichiarazione da casa e a massimizzare il loro rimborso». L’obiettivo dell’app è semplificare. Per l’utente il processo è interamente digitale. Non servono competenze fiscali. La startup assicura «altissimi standard in termini di sicurezza dati». E, per garantire il rispetto della normativa italiana, un team di commercialisti verifica tutti i 730 inviati via Taxfix, prima di inoltrarli all’Agenzia delle Entrate

dichiarazione redditi appCome funziona? Per compilare il 730, l’utente risponde a una serie di domande poste in un linguaggio facile. L’algoritmo adatta ogni quesito alle circostanze: per esempio, se il contribuente indica di non avere figli tutte le domande successive sui bambini vengono automaticamente escluse. Finita la compilazione, l’app mostra all’utente quale rimborso può aspettarsi o quale somma dovrebbe versare, in base alla sua dichiarazione. L’utente così può decidere se inoltrare il proprio 730 al team di commercialisti che a loro volta lo trasmetteranno all’Agenzia delle Entrate. Il costo per l’inoltro è di 29,90 euro.

Mathis e Lino, da Smallpdf a Taxfix

Mathis Büchi e Lino Teuteberg non sono nuovi al mondo dell’impresa. Tutt’altro. Amici di infanzia, si conoscono da quando avevano 10 anni. Insieme, fin da ragazzi, hanno coltivato diverse passioni, dalle feste con gli amici alla musica rap, fino ai progetti cinematografici in viaggio attraverso 12 Paesi. Mathis ha studiato International Management a Hong Kong. Dopo l’università ha fondato la sua prima impresa, che organizzava viaggi di studio in Corea. Con Lino, esperto di UI/UX design, nel 2013 ha avviato la loro prima startup di successo: Smallpdf, una piattaforma che permette di convertire, comprimere e modificare file pdf e che oggi conta oltre 25 milioni di utenti attivi al mese.

I due dicono che la loro missione da imprenditori è offrire soluzioni che semplifichino la vita delle persone. Così, quando scoprono che in Germania miliardi di euro non vengono riscossi a causa della complessità del sistema fiscale, hanno l’idea di Taxfix. La sviluppano con un team di avvocati e consulenti fiscali. In tre anni ottengono investimenti da fondi internazionali come Index Ventures (investitori di BlaBlaCar e Revolut), Valar Ventures (che ha finanziato anche N26 e Transfer Wise), Creandum e Redalpine. E Taxfix è oggi una delle fintech a più rapida crescita del Paese.

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1 COMMENTO

  1. Per una burocrazia con tempi preistorici come quella italiana questo è un piccolo primo passo verso la digitalizzazione. La cosa che fa riflettere è che molti paesi in Europa, non solo la già citata Germania, lo fanno già e anche da anni.
    Prendiamo ad esempio l’Estonia in cui ogni cittadino ha la sua area riservata accessibile con il proprio personal ID digitale in cui pagare le tasse, compilare e firmare digitalmente tutti i documenti fiscali ma anche fare operazioni semplici come cambiare il medico di base.
    La digitalizzazione è sicuramente la via da percorrere per la riduzione dei costi legati al sistema burocratico italiano.

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