Ascesa e caduta di Compass Mining

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Compass Mining

La società di macchinari per la blockchain permetteva ai propri clienti di acquistare server e mantenerli in strutture predisposte

Quella di Compass Mining è una storia tutt’altro che semplice, è quella di una società cresciuta durante il periodo d’oro delle criptovalute ed ora in una fase di blocco, in tutti i sensi.

La storia ha inizio il 13 giugno, quando un dipendente di Dynamics Mining avvisa il proprio CEO, Bill Stewart, di come tutti i macchinari all’interno della propria sede di Brunswick fossero stati presi. Un qualcosa che non era frutto del caso, non si trattava infatti di un semplice furto ma di contenzioso con un’altra società: Compass Mining, una società che permetteva ai propri clienti di acquistare macchinari e ospitarli in strutture predisposte, come quelle di Bill Stewart.

 

La disputa legale tra Compass Mining e Bill Stewart

Per farla breve, secondo il contratto stipulato, Compass riteneva che fosse lo stesso Stewart ad essere un loro creditore, al contrario Stewart non si riconosceva come cliente, dunque non doveva pagare alcun indennizzo. Questo, unito a delle presunte utenze di energia elettrica, aveva spinto la Compass Mining a recuperare le attrezzature depositate presso la struttura di Stewart.

Una sentenza del tribunale americano aveva dato ragione a Compass, premettendo il recupero dell’attrezzatura tramite una procedura ordinata e non frettolosa come quella del 13 giugno. Sebbene Compass abbia prevalso anche in sede giudiziaria, la vicenda non è terminata. Stewart continuò una sua personale battaglia, sia raccontando la disputa mentre si svolgeva, sia accusando Compass di dovergli centinaia di migliaia di dollari in bollette energetiche e di aver violato la struttura di Dynamics.

 

La partnership tra Compass Mining e l’azienda russa BitRiver

Compass ha a che fare in modo indiretto, o meglio, si trova a dover fare i conti anche con il conflitto Russia-Ucraina: la società infatti dispone di circa 4.000 piattaforme di mining, il cui valore secondo Bloomberg è di 30 milioni di dollari, bloccate in Russia a causa delle sanzioni imposte dall’occidente. Le macchine operavano inizialmente in una mining factory russa grazie ad una partnership tra Compass e l’azienda russa BitRiver.

Compass aveva venduto macchine a utenti ordinari installandole in una struttura BitRiver al prezzo dei mining rig, più il pagamento di un canone mensile di hosting, come una sorta di affitto. È l’aprile 2022, quando l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) degli Stati Uniti ha riconosciuto BitRiver come organizzazione sanzionata: Compass ha di conseguenza concluso il suo rapporto con l’azienda per non violare le sanzioni.

BitRiver ha poi spento le macchine e ha detto ai singoli clienti Compass che volevano reclamare la loro attrezzatura che tutte le macchine in loro possesso appartenevano legalmente a Compass.

Omar Todd e le opzioni di riscatto per i clienti Compass

Non potendo rivolgersi ad un’autorità ufficiale, i clienti di Compass si sono rivolti a Omar Todd, informatico cofondatore del Wikileaks Party. La società di Todd SkyWiFi Pty ha raccolto decine di migliaia di dollari attraverso un server Discord per i clienti Compass.

Secondo lo stesso Todd, i fondi saranno utilizzati per avvocati e altri esperti negli Stati Uniti, Russia, Australia e Regno Unito e mediare un soluzione per conto dei clienti. A suo giudizio, sarebbe un buon risultato trasferire le macchine in una struttura russa gestita da un’organizzazione non autorizzata. Todd afferma che mentre il team legale di Compass è stato collaborativo, la strategia dell’azienda si è in gran parte ridotta a guardare e aspettare.

Compass ha successivamente proposto di recedere il contratto e portare le loro macchine altrove, sebbene secondo alcuni clienti non sarebbe stato possibile garantire di poter rimuovere le macchine in sicurezza, tra il costo delle macchine abbandonate in Russia e il mancato guadagno dovuto alla loro inattività, finora i clienti hanno perso circa $ 70.000. Gli avvenimenti hanno portato alle dimissioni di Jodie Fisher, Chief Financial Officer di Compass.

Dopo le dimissioni, la speranza dei clienti della società di mining era quella di un cambio di rotta, con un miglioramento della situazione, ma così non è stato. Il 7 luglio, la società ha annunciato il licenziamento del 15% dei suoi dipendenti, oltre a compensi e riduzione della spesa su tutta la linea. La società sosteneva che Compass era cresciuta “troppo in fretta” e questo l’aveva resa disfunzionale.

 

Il periodo “nero” per il mercato delle criptovalute

Compass è a tutti gli effetti il caso emblematico di questo periodo storico legato al mercato delle criptovalute. Il prezzo del Bitcoin è cresciuto vertiginosamente dalla fine del 2020, fino a toccare il suo massimo storico di $ 67.000 nel novembre 2021. Compass Mining è stata costituita nell’agosto 2020 con un modello di business basato sul poter consentire alla gente comune, chiamata scherzosamente “pleb” nell’ormai defunta Discord dell’azienda, di estrarre criptovalute.

Secondo CoinDesk, nei primi due mesi di attività, Compass ha venduto 11,4 milioni di dollari in impianti di mining ai suoi clienti e, a marzo 2021, ha raccolto 1,7 milioni di dollari da criptovalute come Galaxy Digital di Mike Novogratz. Prima ancora di celebrare il suo primo anniversario, Compass stava organizzando una festa in yacht a Miami.

Ma nel 2022, quando l’inflazione crescente, il conflitto russo e gli scandali hanno fatto scendere i prezzi delle criptovalute, con una perdita di circa $ 2 trilioni, Compass, come molti altri, ha iniziato a riscontrare diversi problemi. Tuttavia, anche dopo questa ricaduta con i propri clienti, il danno reputazionale di Compass non è niente in confronto alle più gravi difficoltà finanziarie che molte altre società di mining di Bitcoin, alcune anche quotate in borsa, stanno affrontando.

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