Auguri a Valentino Rossi. Le 10 sue più belle citazioni su sport, vita e famiglia

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37 anni oggi e metà della vita spesa a correre a 300km/h. Oggi è il compleanno di Valentino Rossi, il campione nato a Tavullia che nella sua vita ha saputo battere ogni record: 9 mondiali vinti, 112 gare, 211 podi. Inizia a correre con i go kart a soli 9 anni. A 13 anni monta in sella: è un Aprilia Futura 125. Dalle moto poi non è più sceso. La passione gliela trasmette suo padre Graziano, talento anche lui nel motociclismo.

Millionaire omaggia Valentino con alcune delle sue più belle frasi che parlano del suo rapporto con la vita, lo sport, i sogni, la famiglia, i suoi errori.

«La forza mentale fa parte del carattere, non si può studiare a tavolino. Si è forti di testa se si riesce a rimanere sereni e divertirsi anche quando le cose non vanno bene, e se si riesce a non perdere mai la fiducia in se stessi e nel lavoro di squadra».

«Sono il migliore, è vero. Io però penso ancora a migliorare. Quando credi di essere perfetto vuol dire che sei finito».

«Si deve fare ciò che viene più naturale. C’è chi nasce attaccante, chi nasce difensivista. Io riesco a dare il meglio quando attacco. Se faccio scelte conservative il mio livello di attenzione cala».

«Graziano è un buon padre ed è stato fondamentale per la mia carriera. E’ stato un pilota di grande talento che però per sfortuna – infortuni, cadute e incidenti – non ha vinto quel che doveva vincere. Io sono arrivato per finire il lavoro che lui aveva cominciato. Umanamente mi ha insegnato che bisogna fare le cose divertendosi, essere seri, lavorare, però allo stesso tempo senza prendersi troppo sul serio. Ho fatto mio il suo modo di pensare».

«Sono sempre in ritardo, in tante cose mi ci vuole molto più tempo delle persone normali. Compenso la supervelocità in pista con la superlentezza nella vita».

«Andavo bene a scuola. Facevo bene un sacco di altre cose. Ma io volevo correre. Forte, fortissimo. Con la moto. E l’ho fatto. Pensa se non ci avessi provato».

«Non penso che la moto sia solo un pezzo di ferro, anzi penso che abbia un’anima perché una cosa così bella non può non avere un’anima».

«Sembra che io sia una grande motivazione per gli avversari… ogni volta che ci sono io vanno un secondo più forte!».

«Non corro mai per i record,” spiega. “La motivazione di cercare di battere i record non è sufficiente per continuare. Bisogna divertirsi. Per fortuna durante la mia carriera ho vinto praticamente tutto, perciò ho bisogno di divertirmi per avere la giusta motivazione».

«Sulle tasse ho sbagliato. Se ho rivisto la cassetta del mio monologo estivo? Sì, certo che l’ho rivista quella cassetta; era davvero un brutto momento e di sicuro oggi una cosa così non la rifarei. Non in quel modo. Era la trovata di uno che aveva molta pressione addosso. Avrei voluto farmi intervistare ma in quel momento non trovavo le persone di cui mi fidavo e, comunque, dovevo reagire perché i media mi stavano massacrando. Ho la coscienza a posto. E se ho commesso qualche piccolo errore è solo per superficialità o perché ho trascurato alcuni aspetti della mia vita. Quello che è accaduto è stata una vera e propria lezione di vita. E tra le lezioni metterei anche un bel pensiero: tra un mito indistruttibile e un mostro sbattuto in prima pagina c’è un ragazzo che ama correre in moto. Ecco, quello sono io».

Redazione

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