Bitpanda annuncia licenziamenti: “Il mercato è cambiato. Troppe assunzioni, un errore”

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L’unicorno austriaco del fintech annuncia licenziamenti. «Il sentiment del mercato è cambiato. E il tasso di crescita del nostro team è stato troppo alto: un errore» spiegano i fondatori di Bitpanda in un’email ai dipendenti, condivisa sul blog dell’azienda.

Nel 2014 Eric Demuth, Paul Klanschek e Christian Trummer lanciano una piattaforma che permette di investire in azioni, criptovalute, metalli preziosi, a partire da qualsiasi capitale. L’idea dei tre founder è di rendere gli investimenti alla portata di tutti. L’azienda registra un boom negli ultimi due anni. È tra le fintech che cresce più velocemente in Europa, oltre 1000 dipendenti in 10 città, 3,5 milioni di utenti. Un round a marzo 2021 le fa raggiungere lo status di unicorno (il primo in Austria). Un altro, lo scorso agosto, porta la valutazione di Bitpanda a 4,1 miliardi di dollari.

Nel 2022 l’azienda studia un piano di welfare aziendale: ferie illimitate retribuite, periodi di pausa collettivi, flessibilità, 20 settimane di congedo parentale. Una crescita costante fino all’ultimo «inverno delle criptovalute», che oggi costringe Bitpanda ad annunciare il blocco delle assunzioni e la riduzione del personale.

Le motivazioni

«Negli ultimi mesi il sentiment del mercato è cambiato radicalmente, alimentato da tensioni geopolitiche, dall’aumento dell’inflazione e dalle preoccupazioni per l’imminenza di una recessione. C’è molta incertezza nei mercati finanziari» scrivono i founder.

In più, il team di Bitpanda è cresciuto troppo e troppo in fretta (raddoppiato in meno di un anno). «Guardando indietro ora, ci rendiamo conto che la nostra velocità di assunzioni non era sostenibile. È stato un errore» ammettono i tre.

«Abbiamo preso questa decisione incredibilmente difficile per assicurarci di rimanere fedeli alla missione di Bitpanda e continuare a costruire la piattaforma di investimento leader in Europa e oltre». Ora più che mai, in questo periodo di incertezza, «la gestione dei costi è essenziale» aggiungono. La forza lavoro sarà ridotta fino ad arrivare a circa 730 dipendenti.

«È una decisione difficile, ma necessaria» sottolineano più volte Demuth, Klanschek e Trummer nel loro messaggio. «Per affrontare la tempesta e uscirne finanziariamente sani, indipendentemente dal tempo che impiegheranno i mercati per riprendersi».

Nel post, si legge anche che l’azienda cercherà di aiutare i lavoratori licenziati nella ricerca del prossimo impiego, con coaching su cv e colloqui, indicazioni su nuove opportunità e posizioni aperte, e supporto psicologico gratuito.

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