Brexit, è il giorno dell’addio. A mezzanotte il Regno Unito sarà fuori dall’Ue

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Foto di ChiralJon da Flickr

Dopo il referendum del 23 giugno 2016, oltre tre anni di negoziati con l’Unione europea, l’avvicendamento di due primi ministri e quattro governi, è arrivato per il Regno Unito il momento di dire addio all’Europa. A mezzanotte, tra il 31 gennaio e il 1° febbraio, il divorzio (per un matrimonio durato 47 anni) sarà definitivo. Ma le conseguenze della Brexit non saranno immediate. In base agli accordi tra Londra e Bruxelles, ci sarà un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020. Nei prossimi 11 mesi saranno definite nel dettaglio tutte le future relazioni commerciali e le condizioni per la circolazione dei cittadini.

Da subito l’Ue conterà un Paese in meno tra i suoi 28 membri. I 73 seggi lasciati dai deputati inglesi nel Parlamento europeo saranno redistribuiti tra gli altri Paesi. I cittadini britannici saranno esclusi dai concorsi dell’Ue. Via anche l’Union Jack dai palazzi di Bruxelles.

Ma che cosa cambierà per i cittadini? Nel Regno Unito vivono circa 3,6 milioni di persone arrivate dagli altri Paesi dell’Unione. Gli italiani, secondo le stime, sono più di 700mila. Tutti gli expat già residenti in Uk, o che si registreranno entro il 30 giungo 2021 (sulla piattaforma Settlement Scheme), manterranno i loro diritti attuali. Diverse saranno le condizioni per gli ingressi successivi al 31 dicembre 2020, che potranno essere equiparati a quelli extracomunitari. Per esempio, passaporto obbligatorio per chi viaggia (oggi basta la carta di identità), visti e permessi di lavoro. Per periodi superiori a tre mesi, bisognerà presentare una richiesta di Temporary Leave to Remain, che permetterà di restare nel Paese fino a 36 mesi, per motivi di studio o lavoro.

Intanto Londra si prepara ai festeggiamenti. Il premier britannico Boris Johnson farà un discorso alla nazione questa sera da Sunderland, la città simbolo del referendum dove stravinse il Leave sul Remain. Secondo alcune anticipazioni, Johnson dirà che sarà “l’alba di una nuova era” per il Regno Unito, “non una fine, ma un inizio”. A mezzanotte (le 23 inglesi) un orologio proiettato su Downing Street farà il conto alla rovescia. E la bandiera dell’Unione europea sarà ammainata. La campana del Big Ben non suonerà (solo perché in fase di restauro), ma sulla piazza del Parlamento inglese i “brexiters” festeggeranno. Nigel Farage, leader del Brexit Party che ha organizzato l’evento, ha previsto anche i fuochi d’artificio per l’occasione. In contemporane, in altre piazze del Regno Unito ci saranno anche i raduni, ormai vani, dei “remainers“.

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