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Brexit, l’appello di Richard Branson per restare

Oggi si vota in Gran Bretagna. È il giorno del referendum sulla Brexit. Gli inglesi sceglieranno se restare nell’Unione Europea o lasciarla. Imprenditori e intellettuali si schierano a favore del “Remain”, come il fondatore della Virgin Richard Branson.

Sir Richard (foto da Facebook) negli ultimi giorni ha comprato pagine di giornale, ha realizzato un video messaggio e ha pubblicato una lettera aperta per convincere gli indecisi a rimanere in Europa. Ecco l’appello riportato anche sul suo sito.

«Negli ultimi 50 anni ho avviato dozzine di imprese e oggi il Gruppo Virgin ha quasi 50mila dipendenti in tutto il Regno Unito. Anche se ormai da un po’ di tempo mi sono trasferito nelle Isole Vergini Britanniche, non ho mai smesso di interessarmi con passione del Regno Unito e del suo grande popolo».

Le ragioni economiche

«Da imprenditore, ho imparato qualcosa sul concetto di rischio e uscire dall’Unione Europea non è certo uno dei rischi che vorrei veder correre al Regno Unito, né come investitore né come imprenditore e sicuramente neanche come padre e nonno.

L’Ue ha apportato enormi benefici al Regno Unito, alla sua economia e alla sua gente. Fino a tre milioni di posti di lavoro britannici dipendono dal fatto che il Regno Unito è membro del singolo mercato più grande del mondo. Un mercato di più di 500 milioni di consumatori, che offre opportunità d’investimento e commercio senza pari, garantendo al tempo stesso apertura, trasparenza e sicurezza.

I partner commerciali dell’Ue acquistano il 44% di tutto l’export britannico, più di 300mila imprese britanniche lavorano in altri paesi dell’Ue e l’Unione dà anche un grande sostegno a migliaia di startup ogni anno. Non ho ancora sentito una ragione convincente in base alla quale il Regno Unito dovrebbe rinunciare a tutto questo».

Restare per la pace tra i Paesi

«Ci sono altre ragioni, più personali, per cui il Regno Unito dovrebbe restare. Tanto per cominciare, una delle conquiste più importanti dell’Ue è quella di esser riuscita a tenere i propri membri fuori dal conflitto in Europa. Io rappresento la prima generazione della mia famiglia a non esser andata in guerra in Europa. Mio padre Ted ha combattuto nell’Africa del Nord, in Italia e in Germania nel corso della Seconda guerra mondiale. Mio nonno è sopravvissuto agli orrori delle trincee nella Prima guerra mondiale. Per secoli, quasi ogni generazione si è ritrovata in guerra con un paese europeo o con un altro.

Ma dal sangue versato e dalla devastazione nella Seconda guerra mondiale è sorta una nuova visione di partnership pacifica tra le nazioni europee, costruita sulla cooperazione economica e l’apertura. Anche Winston Churchill aspirava a “Stati Uniti d’Europa” dove milioni di persone sarebbero state “in grado di riconquistare quelle piccole gioie e quelle speranze che rendono la vita degna di esser vissuta”. Mai un singolo colpo è stato sparato tra gli eserciti dei paesi membri. Infatti nel 2012 l’Unione Europea ha ricevuto il premio Nobel per la pace per aver contribuito alle cause della pace, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani».

La libera circolazione in Europa

«In qualità di membro dell’Ue, il Regno Unito trae grande vantaggio economico. È in grado di commerciare senza confini o tasse. I cittadini britannici sono liberi di vivere, studiare e lavorare ovunque vogliano nell’Unione Europea. E qualunque minaccia globale i cittadini britannici di ogni età si trovino ad affrontare, come i mutamenti climatici, la crisi finanziaria o un conflitto, potrà esser meglio affrontata collettivamente.

L’Ue ha reso più forte sia l’Europa che il Regno Unito. Se sei d’accordo con me, ti sollecito a votare per restarci».

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