Bruxelles, un italiano racconta: «La città non è in ginocchio»

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«La città ha lavorato, i negozi e i ristoranti sono stati aperti. Non è mai stata in ginocchio come raccontano i media» spiega Francesco Annicchiarico, 34enne foggiano che risiede a Bruxelles, la città colpita dagli attacchi terroristici che hanno causato 31 morti e oltre 200 feriti.

Receptionist presso un albergo situato nel centro storico ci dipinge una Bruxelles diversa da quella raccontata da una buona parte della stampa: «Qui le persone non si fanno bloccare dalla paura, né dall’odio verso gli altri. È una città multietnica, dove vivono persone di tutto il mondo. Si parlano tantissime lingue, si convive con l’Islam e non si è mai sentito quel clima di “caccia alle streghe” che avverto invece in altre zone d’Europa».

francesco annicchiarico

 

Quando ha saputo della notizia era a casa. Erano le otto di mattina, lo ha avvertito la sua ragazza: «Avevo il turno in albergo alle 15. Ho chiamato i miei colleghi per sapere se stavano tutti bene. C’era il mio capo che quasi piangeva. Ho deciso di andare prima ad aiutarli. Le linee di comunicazioni e le strade erano bloccate. La polizia diceva alla gente di restare in casa, ma ce ne erano tanti per strada che continuavano a lavorare».

Francesco si è trasferito a Bruxelles cinque anni fa. Prima viveva a Varsavia dove studiava. Vuole  lavorare come traduttore: «Ho scelto un lavoro che mi permette di avere abbastanza tempo da dedicare a tutte le mie passioni. Bruxelles mi ha accolto subito. All’inizio ho avuto qualche problema con le lingue (qui si parla olandese, francese, fiammingo). Poi un po’ alla volta mi sono integrato e ho trovato un lavoro molto soddisfacente che mi offre tanto tempo libero e l’opportunità di viaggiare. Bruxelles ha due grossi vantaggi. Il primo è che qui incontri il mondo e puoi comunicare in tutte le lingue. Io amo il polacco e qui ho l’opportunità di parlarlo con gruppi di amici. L’altra è la centralità, sei al centro d’Europa, ogni settimana viaggi e conosci un Paese diverso. Gli aerei costano in media il 40% in meno di quelli del resto d’Europa».

«Oggi esco con la mia ragazza per fare un regalo a un amico. C’è gente per strada. È stato peggio mesi fa quando c’è stata la caccia all’uomo dopo i fatti di Parigi. La città era bloccata. I cittadini chiusi in casa. Poi hanno iniziato a protestare. Loro non vogliono vivere così. Non vogliono vivere nella paura. Anche allora sono usciti tutti per strada per continuare a fare il loro dovere».

Giancarlo Donadio

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