Cazoo ritorna a casa

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(© Facebook | Cazoo UK)

La startup inglese di noleggio auto chiude il business in Europa e torna a casa

Era il mese di giugno quando Cazoo, rivenditore di auto online inglese, annunciava che stava conducendo una revisione strategica della propria attività in Europa, con l’obiettivo di preservare la liquidità e raggiungere la redditività senza la necessità di ulteriore capitale esterno.

Ma arriva la brutta notizia. A seguito di una revisione di una serie di opzioni strategiche, il management ha deciso che Cazoo si concentrerà esclusivamente nel Regno Unito, un enorme mercato con circa 8 milioni di transazioni di auto usate e un valore di oltre 100 miliardi di sterline all’anno.

La piattaforma è stata lanciata in Francia e Germania solo l’anno scorso e in Spagna e in Italia rispettivamente a maggio e giugno di quest’anno. Ora si ritrova a dover abbandonare la sua attività nell’Unione europea e tagliare 750 posti di lavoro proprio nei 4 Paesi menzionati, chiudendo tutte le operazioni e cercando così di preservare la liquidità.

 

La breve e intensa parabola di Cazoo

Fondata dall’imprenditore Alex Chesterman e lanciata nel 2018, Cazoo mirava a sconvolgere l’industria delle auto usate, vendendo direttamente ai consumatori.

La società, con sede nel Regno Unito, è stata quotata alla borsa di New York attraverso una fusione con una società di acquisizione per scopi speciali (Spac), guidata dal gestore di hedge fund miliardario Dan Och.

Annunciando questa combinazione, Chesterman aveva affermato di voler “trasformare il modo in cui le persone acquistano auto in tutta Europa” e gli investitori sembravano aver accettato quella visione, con il valore di mercato dell’azienda che ha raggiunto un picco di quasi 11 miliardi di dollari (9,6 miliardi di sterline) nel febbraio 2021.

La società si è espansa rapidamente, con ricavi più che raddoppiati su base annua a 333 milioni di sterline nel secondo trimestre del 2022. Chesterman ha poi acquisito Swipcar, con sede a Barcellona, per 30 milioni di euro e, solo pochi mesi fa, in Italia a Milano, il concessionario di auto usate BrumBrum, per 80 milioni di euro.

 

L’abbandono del mercato europeo

Chesterman ha affermato che l’abbandono dell’UE proteggerebbe il bilancio della società e assicurerebbe che non sia necessario chiedere ulteriori finanziamenti agli investitori. La società ha dovuto affrontare un “contesto macroeconomico difficile” ma, continua Chesterman, ”c’è ancora una forte domanda da parte dei clienti nel Regno Unito”.

Dato il nostro obiettivo di raggiungere la redditività entro la fine del prossimo anno, abbiamo preso la difficile decisione di concentrarci esclusivamente sull’enorme mercato delle auto usate nel Regno Unito, che vale oltre 100 miliardi di sterline all’anno” ha affermato Chesterman. “Vorrei ringraziare tutti i nostri colleghi nell’UE che sono stati colpiti da questa decisione e ovviamente cercheremo di sostenerli in ogni modo possibile“.

In Italia, come in altri Paesi, il gruppo Cazoo è diventato noto anche grazie a grandi campagne pubblicitarie e investimenti in società sportive e sponsorizzazioni di eventi come:

– Bologna FC (squadra di calcio) e altri team in Spagna, Francia e Germania.

– Cazoo Derby, Oaks Stakes, Coronation Cup, St Leger Stakes (corse di cavalli).

– World Snooker Tour (campionato di biliardo).

– PGA European Tour (campionato di golf).

– Welsh Rugby Union (rugby).

– The Hundred (torneo di cricket).

– PDC European Championship, PDC World Cup of Darts, Grand Slam (tornei di freccette).

 

Il futuro delle società partecipate nel Continente

Il valore di mercato della società è crollato negli ultimi mesi a meno di 1 miliardo di sterline, ma giovedì il prezzo delle sue azioni è balzato di oltre il 16% poiché gli investitori sembravano accogliere favorevolmente la prospettiva di un rallentamento della spesa.

La divisione spagnola, nata a seguito dell’acquisizione di Swipcar, e quella tedesca verranno liquidate. Invece, rimangono tuttora in corso le discussioni relativamente a Francia e Italia (che lascia a casa 70 dipendenti), per “facilitare una chiusura strutturata per i suoi clienti, dipendenti e fornitori e ha informato i rappresentanti dei dipendenti e i sindacati interessati in ciascun mercato”.

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