La chef Antonia Klugmann: «Cercate la felicità nel lavoro e nella vita»

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Klugmann

Si è affermata in un mondo maschile, facendo valere la sua personalità. Ha avuto la forza di mollare l’università per fare ciò che amava. E ha reagito a un brutto incidente che l’ha lasciata a lungo lontana dalla cucina. Ecco che cosa ci ha raccontato Antonia Klugmann, 38 anni, chef stellata e giudice a Masterchef 7.

Com’è nata la sua passione per la cucina?

«Ho deciso di dedicarmi alla cucina dopo tre anni di Giurisprudenza in un momento di difficoltà. Questa è stata la spinta per interrogarmi sulla mia vita. Quando mi sono resa conto che i momenti della giornata in cui ero più felice erano quelli che passavo in cucina, ho capito che non potevo fare l’avvocato».

Quali le difficoltà iniziali?

«Non conoscevo nessuno che facesse questo lavoro e che mi potesse consigliare. Ho cominciato come lavapiatti e cameriera in un piccolo ristorante. Poi ho fatto uno stage da un giovane chef, di cui sono diventata commis (aiuto cuoco, ndr)».

In cucina ci sono le pari opportunità?

«La cucina è un ambiente molto meritocratico. È un luogo di grande libertà perché al cliente non interessa di quale genere, razza o religione sia il cuoco che ha preparato il piatto. Però è innegabile che la maggioranza delle brigate dei ristoranti importanti sia in prevalenza maschile. In generale, la società deve cambiare per garantire a uomini e donne di essere trattati allo stesso modo».

Qual è la sua maggiore soddisfazione?

«La costruzione insieme al mio compagno del nostro ristorante, L’Argine a Vencò (Go). Lavoriamo per rendere felici gli ospiti e, con creatività, valorizziamo i prodotti del territorio».

Qual è il suo obiettivo?

«Il mio obiettivo è sempre stato quello di fare la cuoca. La cucina è la mia grande passione e tutto ciò che faccio ha come unico fine quello di continuare a fare per tutta la vita quello che amo».

Masterchef, che impatto ha avuto sulla sua vita?

«La mia quotidianità non è cambiata, anche perché vivo e lavoro in campagna. Masterchef è stata una bellissima opportunità per comunicare al grande pubblico la nostra realtà».

Che consigli darebbe alle aspiranti chef?

«Iniziare dal basso per capire cosa vuol dire stare in cucina, la fatica e i ritmi che impone. Sono importanti modestia, curiosità, voglia di crescere e migliorarsi con lo studio. Alle donne, in cucina o meno, voglio dire di non arrendersi mai alla scelta “lavoro o vita personale”. Dobbiamo cercare la felicità in entrambi i campi, chiedendo ai nostri partner di sostenerci come noi facciamo con loro».

INFO: www.largineavenco.it

 

Tratto dall’articolo “Donne alla conquista del mondo” pubblicato su Millionaire di marzo 2018. Per acquistare l’arretrato scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

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