Chiude Innovaction Lab: un laboratorio di startup di successo

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Da una sua idea sono nate alcune delle startup italiane più fortunate delle quali abbiamo parlato sulla rivista e sull’online. Stiamo parlando di Innovaction Lab, il programma di accelerazione di Augusto Coppola che dal 2011 prepara giovani con idee innovative ad affrontare il mercato. Questa è la buona notizia. La cattiva è che, malgrado i suoi successi, Innovaction Lab ha deciso di chiudere i battenti. L’edizione del 2016 non ci sarà…

Pochi anni, tante storie di successo

Hanno avuto grandi intuizioni, raccolto milioni di euro di finanziamento, vinto riconoscimenti in tutto il mondo. Sarebbe troppo lungo l’elenco delle startup che sono nate e si sono rafforzate grazie al programma di accelerazione. Vediamone alcune.

Pedius: L’idea di un ragazzo di Gaeta, Lorenzo Di Ciaccio, che ha inventato un’App che consente a chi è affetto da sordità di telefonare. Oggi Pedius è presente in 9 Paesi al mondo, ha stretto partnership con grosse aziende come Telecom, BNL e Axa) e raccolto 400mila euro di investimenti (Tim Ventures, Embed Capital, Sistemi Investimenti). Qui raccontiamo la sua storia.

Filo: La startup guidata da Giorgio Sadolfo, 32enne ingegnere informatico, ha inventato un dispositivo per ritrovare oggetti smarriti. Ha ricevuto 500mila euro di finanziamento, venduto decine di migliaia di pezzi e presentato il prodotto all’ultimo Ces di Las Vegas, la più importante fiera di tecnologia al mondo. Ne parliamo qui.

Tutored: Servizio online di tre studenti che mette in contatto tutor che offrono ripetizioni per esami universitari con studenti. Il founder è Gabriele Giugliano e con la sua idea ha ottenuto 460mila euro di finanziamento. Qui ci offre 10 consigli per creare una startup.

Ma sono tante altre i casi di successo come Cocontest, la startup romana che aiuta chi arreda o ristruttura casa, collegando clienti e architetti. Fondata nel 2011 da Filippo Schiano di Pepe con il fratello Federico e Alessandro Rossi, è accelerata oggi negli Stati Uniti da 500 Startups, uno dei programmi più ambiti in Silicon Valley.

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Un’avventura partita nel 2011

«Non insegniamo teorie. Spieghiamo ai ragazzi come fare una startup concretamente, partendo dai problemi che si troveranno ad affrontare» spiegava Augusto Coppola, oggi direttore del programma di accelerazione di Luiss Enlabs ai lettori di Millionaire. L’iniziativa era nata da una “chiacchiera tra amici” tra Paolo Merialdo (professore ingegneria Roma Tre) e Carlo Alberto Pratesi(professore economia Roma Tre) Roberto Magnifico (amministratore LVenture): «Cercavamo un modo per far incontrare gli studenti di Facoltà diverse in percorsi comuni. Siamo partiti a Roma e il progetto è piaciuto. Allora abbiamo deciso di fare un’associazione per portarlo nelle altre università italiane» raccontava Augusto. Come funziona il programma? I partner dell’iniziativa (tra cui J.P. Morgan, Microsoft Youth Spark, Fondazione Cariplo…) valutano i candidati. In seguito i partecipanti selezionati frequentano 5 seminari e 4 webinar con esperti del mondo startup. Vengono invitati a formare una squadra e a elaborare un’idea di business con l’aiuto di un mentor. Le migliori idee vengono selezionate per la finalissima.  In palio ci sono borse di studio per conoscere incubatori e venture capitalist in Silicon Valley, New York, Israele e Singapore. Ogni anno la destinazione cambia. Nell’ultima edizione la città prescelta è stata New York.

I motivi di un addio…

Coppola non ha voluto spiegare alla stampa perché ha deciso di mettere fine all’avventura. Su Facebook è apparso qualche giorno fa un suo post molto amaro che però non elimina i dubbi: «Visto che sono stanco di rispondere alla domanda, provo a postare la risposta. D’accordo con gli altri founder, InnovAction Lab è, per il momento, un’esperienza chiusa. Personalmente, ci ho pensato sopra a lungo e alla fine mi rimanevano sempre due sole opzioni: o InnovAction Lab è un’iniziativa troppo avanzata per un Paese come l’Italia, oppure l’Italia è un Paese troppo avanzato per un’iniziativa come InnovAction Lab. In entrambi i casi, sapere la verità mi avrebbe fatto troppo male. Per cui chiudiamola qui». Un post che lascia intuire le sue insoddisfazioni. Forse una mancanza di riconoscimento all’iniziativa da parte del mondo politico? Ma è difficile dirlo. Altre persone vicine ad Augusto parlano di problemi tra i soci fondatori. Una mancanza di armonia nel team, che come ci ha insegnato è alla base del fallimento di molte startup: «La base di una startup è la costruzione di un team. Qui l’errore che molti fanno è di creare una squadra solo sulla base di un’amicizia: se decidi di giocarti tutto, devi coinvolgere persone che siano disposte a fare lo stesso. Non sempre funziona così tra amici».

Speriamo non sia questo il caso, che Innovaction Lab, dopo una pausa di riflessione, torni a sfornare altre startup di successo, altre bellissime storie da raccontare.

Redazione

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