Come si usa Instagram? Piccola miniguida al social del momento

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Bastano uno smartphone e qualcosa di bello da inquadrare e fotografare: al resto ci pensa Instagram. Se non avete ancora avuto modo di provarlo ma vi piacerebbe entrare a far parte della folta schiera degli utenti di questo social network, ecco una piccola guida all’uso degli strumenti e un focus sui meccanismi che ne hanno generato il successo.

Quando Instagram, applicazione gratuita per smartphone creata nel 2010 da Kevin Systrom, è stata acquistata dal signor Facebook in persona per un miliardo di dollari lo scorso aprile, gli addetti ai lavori non si sono scomposti più di tanto. Sapevano, probabilmente, che il successo di questa app tutta basata sulle immagini, sull’editing e sullo sharing, sarebbe arrivato in poco tempo a livelli degni di nota.

A luglio 2012 gli utenti registrati erano 80 milioni: la crescita, velocissima, prevede un incremento di 10 milioni di user al mese e non accenna a bloccarsi.

Perché Instagram piace così tanto?

Presi come siamo dalla febbre di condivisione del nostro quotidiano, non possiamo fare a meno di rendere partecipi le nostre reti di amici e contatti con contenuti, immagini, pensieri.

E cosa c’è di più immediato di un’immagine? Proprio a questo si dovrebbe l’acquisizione di Instagram da parte di Facebook: secondo Zuckerberg infatti, gli utenti userebbero il suo social network principalmente per condividere immagini personali. E allora perché non integrare il migliore, Instagram, appunto, che, un passo dopo l’altro, stava minando le certezze del colosso di Palo Alto? Ingloba i tuoi nemici nella tua famiglia e trattali da amici, deve aver pensato Mark: ci avrà anche rimesso 1 miliardo di dollari, ma non crediamo sia ancora lì a farsi i conti in tasca.

Come funziona Instagram?

L’app è scaricabile gratuitamente. Instagram è dotato di camera e di diversi filtri per editare l’immagine ed eventualmente sfocarla, per mettere in evidenza punti chiave della foto e comunicare così un messaggio di grande impatto agli altri utenti.

Qual è il filtro più usato di Instagram? Pare che il Normal (ovvero la mancanza di filtro) sia il più gettonato: questo perché gli utenti più esperti incrociano l’utilizzo di Instagram con altre app di editing (tra cui vi segnaliamo la completissima Pixlr-o Matic). In generale però, i più usati perchè d’effetto sono Earlybird, X-Pro III, Hefe, Brannan, Rise e Lomo-Fi.

 

Così come per Facebook o Twitter, alla creazione dell’account sarà possibile importare gli amici degli altri social (se presenti su Instagram) ed eventualmente seguirli.

Le immagini scattate dagli amici diventano fulcro della timeline: si può “apprezzarle” (doppio click sull’immagine per lasciare un cuore simile al Like di Facebook) e commentarle, taggando l’utente interessato con l’@ davanti al nickname.

Le immagini caricate dall’utente possono essere condivise sugli altri account social, accompagnate da didascalia e da tag, che stanno a indicare (proprio come per Twitter), il macro argomento della foto.

Intorno ai tag di Instagram sono sorte delle vere e proprie community di appassionati (gli instagramers sono tantissimi e geotaggano le proprie immagini accostandovi il nome della città in cui è stata scattata, ad esempio #igerstorino). Altri tag molto popolari da usare per filtrare le proprie foto, etichettarle e metterle in evidenza? #editoftheday, #fashionoftheday e #photooftheday sono i più popolari.

Cosa fotografo?

Ecco il grande dilemma di ognuno di noi: cosa vale la pena di condividere su un social network di condivisione immagini in cui possiamo trovare qualunque cosa? Di certo i paesaggi e il food sono due dei temi più gettonati. Provate a postare un manicaretto all’ora di pranzo, e vedrete il successo! Proprio intorno al food sono stati creati molti tag identificativi: #foodporn e #foodie sono i più usati ma è #instagnam, creato con successo da Andrea Novi, grafico web e social media addicted, quello che vince il premio simpatia e popolarità (almeno in Italia).

Creato ad Aprile 2012, col tag #instagnam sono state taggate ad oggi più di 5mila foto, con protagonista il cibo.

Amiamo fotografare ciò che mangiamo e farlo su Instagram è facilissimo: i filtri vintage rendono la foto unica, così come unica è la comunità che si è creata intorno all’applicazione

Ma cosa deve avere un tag per attecchire e piacere, tanto da essere usato con regolarità dagli utenti? Secondo Novi “deve essere semplice, identificare al meglio l’argomento che si vuole rappresentare ed essere simpatico“.

Provare per credere: Instagram creerà in voi una vera dipendenza.

Vi spingerà a fotografare prima di mangiare qualsiasi piatto avrete davanti al naso, a immortalare ogni bel panorama che vi capiterà davanti. O ancora a spremere le meningi per taggare in modo più specifico possibile ogni immagine, a cercare la luce e il filtro perfetto per esaltare la bellezza di una foto altrimenti monotona e perché no, magari finire nei POPULAR, ovvero negli utenti con un numero talmente alto di followers da meritarsi la menzione nei suggeriti.

 

Giovanna Gallo

 

 

Giovanna Gallo è una Social Media Strategist, Digital PR e blogger freelance. Calabrese di nascita, vive e lavora a Torino da 4 anni. Specializzata in Giornalismo ed editoria, sul si occupa di attualità, costume e tv; collabora da 2 anni e mezzo con il settimanale Mondadori Tustyle. Su Twitter dice le cose migliori (seguila @gioska23) ma anche sul blog non scherza (www.giovannagallo.it) e ogni tanto dice cose serie (guest post su vari portali moda, beauty, Social Media Marketing e lifestyle).

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