Comunicazioni satellitari: l’Europa sfida Bezos e Musk

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Satelliti

Una questione di sovranità

“Questione di sovranità” sono le parole utilizzate dal Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron a proposito delle necessità europea di sviluppare autonomamente dei satelliti per le comunicazioni.

L’idea di fondo nasce dalla consapevolezza che l’Europa debba affrancarsi al più presto dalla dipendenza cinese e statunitense in materia di tecnologia: se si considera lo shock al quale il vecchio contentiate è attualmente esposto nel mezzo della contesa sui chip tra le due superpotenze, risulta chiaro come presidiare un’industria strategica come quella delle comunicazioni spaziali sia imperativo.

 

I primi segnali di autonomia

A 5 mesi di distanza dallo Space Summit di Tolosa in cui Macron si pronunciò in maniera così decisa sull’argomento, ecco arrivare i primi segnali nella giusta direzione: la società francese Eutelsat e la sua controparte britannica OneWeb, entrambe operatori satellitari 100% europei sostenuti finanziariamente dai rispettivi Governi, stanno per l’appunto discutendo della possibilità di dare una svolta europea alla costruzione di tecnologia per le comunicazioni satellitari. Ma non è tutto.

I governi di molti Paesi del Vecchio Continente, infatti, hanno l’ambizione di guadagnare terreno rispetto a progetti dal valore di miliardi di dollari che vedono in campo imprenditori come Jeff Bezos o Elon Musk.

Ora, sebbene il volume di traffico Internet per via satellitare sia ancora in gran parte trascurabile dal momento che la quasi totalità dell’infrastruttura web fa affidamento sui cavi sottomarini in fibra ottica, le costellazioni di satelliti a bassa orbita – quelli che, per intenderci, operano tra i 300 e 1.000 km di altezza – sono valutati da molti analisti un territorio da presidiare assolutamente. Le stime relative al mercato della connettività satellitare parlano di un valore di 16 miliardi entro il 2030.

 

La concorrenza agli Stati Uniti

In altre parole, la trasmissione di Internet via satellite dallo spazio è una realtà non troppo lontana e con la quale ci si trova da subito a fare i conti: anche, o forse soprattutto, per ragioni (geo)politiche disporre di asset come costellazioni di satelliti a bassa orbita che offrono una copertura totale e un segnale continuativo è un proposito tanto fondamentale quanto sottovalutato.

Quando si guarda alla concorrenza Made in USA, ad esempio, ci si rende conto che l’inerzia può essere fatale con il rischio di portare l’Europa nella condizione di non riuscire più a guadagnare terreno. Tra il progetto Kuiper, guidato da Amazon (di Bezos), e il progetto Starlink, guidato da SpaceX (di Musk), che ambiscono a portare in orbita rispettivamente 3.200 e 12.000 minisatelliti per le comunicazioni, lo spazio di manovra sembra poco.

Ma, come dice un detto anglosassone, “there’s always room at the top”: ecco perché le probabili intese tra Eutelsat e OneWeb costituiscono un primo passo nella direzione di un giusto riscatto europeo.

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