«Con sensori e algoritmi rendiamo gli edifici sostenibili»

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Giuseppe Giordano, Ceo e co-founder di Enerbrain

Ha creato un sistema (software e hardware) che grazie a sensori e algoritmi, regola la climatizzazione degli edifici per ottimizzare i consumi e ridurre le emissioni di CO2. Giuseppe Giordano, 37 anni, torinese, è il Ceo e cofounder di Enerbrain. A oggi in tutto il mondo sono 450 gli edifici (aeroporti, musei, scuole, centri commerciali) monitorati da Enerbrain, che nel 2021 ha raggiunto un fatturato di 7 milioni di euro (10-12 milioni di euro, previsione 2022). Il modello di business è l’acquisto del servizio con un canone mensile o il noleggio operativo.

La sua storia? Laurea in Architettura, Giuseppe nel 2012 vola ad Austin per un master in Sostenibilità, qui lavora per due anni in una startup che sta costruendo un dispositivo che monitora i consumi elettrici in ottica di gamification. In contemporanea a Torino il fisico Marco Martellacci cerca un modo per ottimizzare la caldaia domestica.

«I nostri sistemi erano complementari: li abbiamo uniti e, insieme a Filippo Ferraris e Francesca Freyria, abbiamo fondato la nostra startup nel 2015».

Che cos’ha Enerbrain di diverso dagli altri sistemi di ottimizzazione energetica?

«L’idea di fare efficientamento energetico in maniera scalabile. Non ci siamo chiesti “Come far risparmiare un singolo edificio?” ma “Come faccio a efficientarne 1.000 in un anno?”. Abbiamo così creato un sistema wireless che può essere installato in modo rapido, senza dover rompere niente, grazie a sensori a batteria. Ma ci siamo ingegnati anche dal lato contrattuale, con contratti che proponiamo ai clienti senza budget: investiamo e poi veniamo remunerati sulla base della quota parte dei risparmi che l’azienda realizza».

Giuseppe ama definirsi un designer, hacker o maker, perché in tutti gli aspetti “mi occupo di risolvere i problemi con creatività”.

«La sostenibilità si declina anche nel sociale, vogliamo che una parte dei benefici ricada su iniziative che abbiano un valore territoriale. Ecco perché proponiamo a Regioni, Comuni, università dei protocolli affinché attivino iniziative come borse di studio o l’assunzione di persone svantaggiate, nelle quali investiamo parte dei nostri ricavi».

Tratto dall’articolo “Il cantico degli innovatori” pubblicato su Millionaire di febbraio 2022. 

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