COP27: la conferenza per un futuro sostenibile

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Leader da tutto il mondo si riuniscono per discutere le modalità per combattere il cambiamento climatico. Obiettivo: mantenere il riscaldamento globale sotto gli 1,5 °C.

 

COP27 2022. È ufficialmente iniziata la conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, un incontro della durata di 13 giorni, che vede l’arrivo dei più potenti leader globali, uniti per uno scopo comune: creare un piano di recupero affinché il cambiamento climatico cambi rotta e cercare di ridurre al massimo le emissioni attuali entro una data termine.

Quello del cambiamento climatico, un tema partito dall’incisiva divulgazione di Greta Thunberg, sarà un disastro imminente se non verrà fatto nulla a riguardo e vede coinvolte le future generazioni, di giovani e aziende che dovranno adattarsi e combattere per contrastare questo avvenimento.

 

Gli obiettivi

L’obiettivo della COP27 mira a migliorare e attuare gli accordi presi durante la COP21 a Parigi e la COP25 a Madrid. La COP27 sarà un momento per i Paesi per adempiere ai loro impegni e impegni verso il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo stretto a Parigi. Con questo in mente, la presidenza egiziana della COP27 ha identificato una serie di temi incentrati su un’ampia gamma di questioni relative ai cambiamenti climatici.

L’obiettivo primario della COP27, quindi, sarà quello di riuscire a migliorare e attuare delle azioni concrete per mantenere il riscaldamento globale sotto i 2 °C, successivamente abbassato a 1,5 °C durante la conferenza di Glasgow.

“Cerchiamo di accelerare l’azione globale per il clima attraverso la riduzione delle emissioni, l’aumento degli sforzi di adattamento e il potenziamento dei flussi finanziari adeguati” dichiara l’organizzazione a capo della conferenza.

“Gli eventi meteorologici estremi causati da ondate di caldo, inondazioni, incendi boschivi sono diventati una realtà quotidiana della nostra vita. Dobbiamo garantire che la COP27 compia i progressi fondamentali necessari ed esortare tutte le parti a dimostrare la volontà politica verso il rafforzamento della resilienza per assistere anche le comunità più vulnerabili”.

Questo è quanto dichiarato sul sito della COP27 per rappresentare la mission della conferenza.

 

Il piano ONU per gli allarmi meteo

Il progetto “Primo allarme per tutti”, preparato dalla Organizzazione meteorologica mondiale e da altri partner, è stato presentato dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, alla COP27 di Sharm el-Sheikh. Il progetto, che richiede un investimento di 3,1 miliardi di dollari fra il 2023 e il 2027, ha già il sostegno di 50 Stati e guarda alle conseguenze climatiche: tempeste, ondate di calore, alluvioni e siccità.

Il cambiamento climatico è “la sfida centrale del nostro secolo” ha dichiarato Guterres, chiedendo un patto di solidarietà climatica tra Paesi ricchi e Paesi emergenti. Un patto in cui tutti i Paesi facciano uno sforzo ulteriore per ridurre le emissioni in questa decade.

Un patto in cui i Paesi più ricchi e le istituzioni finanziarie internazionali forniscano assistenza per aiutare le economie emergenti ad accelerare la loro transizione all’energia rinnovabile. Un patto che ponga fine alla dipendenza dai combustibili fossili e alla costruzione di centrali a carbone.

Guterres, inoltre, nel suo discorso all’apertura della COP27, ha chiesto che “tutti i governi tassino i profitti inattesi delle compagnie dei combustibili fossili” e che questo denaro sia reindirizzato “alle persone che lottano con i prezzi crescenti di cibo ed energia e ai Paesi che soffrono perdite e danni per la crisi climatica”.

Per Guterres “le due maggiori economie, Stati Uniti e Cina, hanno una particolare responsabilità nell’unire i loro sforzi per rendere questo Patto una realtà”. Il segretario generale ha chiesto poi “una roadmap” per attuare la promessa e di raddoppiare la finanza per il sostegno all’adattamento al cambiamento climatico, fino a 40 milioni di dollari all’anno.

 

Una tavola rotonda per l’industria della moda

Anche l’industria della moda, una delle più inquinanti e divoratrici di risorse del Pianeta è presente alla COP27 per discutere come ridurre le emissioni a zero entro il 2050. Novanta minuti per provare a rispondere alla domanda: la moda sta facendo abbastanza per ridurre il suo impatto?

Probabilmente non saranno sufficienti, ma in ogni caso è una buona notizia che alla COP27 sia in programma anche una tavola rotonda dedicata all’industria della moda. La discussione sarà disponibile anche in streaming dal canale ufficiale, venerdì 11 novembre dalle 14:30 alle 16 con il panel “Fashion Industry on the race to Zero”.

L’evento della COP27 conferma come anche l’industria della moda stia seriamente affrontando il suo percorso verso la sostenibilità, che già aveva discusso questi temi due settimane fa, durante la prima edizione del Venice Sustainable Fashion Forum. I temi che saranno discussi durante la COP27: gestione delle materie prime, uso delle fonti energetiche, logistica, tecniche di produzione, fino ad arrivare alla comunicazione.

Per combattere una crisi come quella del riscaldamento globale serve cooperazione e volontà da parte dei cittadini e da parte dei leader, con azioni concrete che mirano alla risoluzione di problematiche non raggiungibili dal singolo. Quello della COP27, assieme a tutte le altre, sembra un primo passo per un futuro sostenibile.

 

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