“Così abbiamo creato un e-commerce di frutta e verdura in pochi giorni”

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orto di jack

Da distributori di frutta e verdura ai ristoranti di Milano a e-commerce di consegna a privati. Sono bastati due giorni ai 4 soci, tutti 30enni, dell’Orto di Jack per reinventare il loro business. In una Milano chiusa dal lockdown, Giuseppe Carciati, Giacomo Messina, Arturo Casale e Alessandro Della Nina sono stati travolti dagli ordini di fragole, zucchine e asparagi. Alta qualità, ordine medio 60 euro. Un successo che li ha portati al raddoppio del fatturato mensile e alla creazione di una vera e propria impresa.

Come siete partiti?

«A inizio marzo, con la chiusura di tutti i ristoranti, ci siamo ritrovati improvvisamente senza ordini. Dopo due giorni abbiamo scritto il nostro servizio sui social. Gli ordini sono arrivati subito. Ma tutto quello che avevamo era un telefono e una email. Aprivamo la email la mattina e ci veniva da piangere: come avremmo fatto a evaderli tutti?».

E come avete fatto?

«Abbiamo approntato una pagina web “rudimentale” con uno spazio dove il cliente scriveva l’ordine, come una lista della spesa. Aprivamo gli ordini alle 7 del mattino, dopo due ore avevamo già raggiunto quota 200, che per noi era il massimo. Nel frattempo costruivamo il sito “vero e proprio”, con foto, prezzi, carrello e sistema di pagamento…».

Avete fatto tutto da soli?

«Abbiamo cominciato a reclutare gente tra le nostre conoscenze: un grafico, una programmatrice, mia moglie, che si occupa di comunicazione social e clienti. Un amico ingegnere costruiva i percorsi dei furgoni per consegnare in modo efficiente. Oggi siamo in 22 a lavorare. Ci siamo ritrovati un nuovo business tra le mani, abbiamo dovuto imparare in fretta».

Qual è stata la parte più difficile?

«La logistica. Lavoravamo “A per C”, come si dice in gergo: ricevevamo gli ordini fino alla mezzanotte del giorno A, di notte scaricavamo il file excel e mandavamo gli ordini ai fornitori di frutta e verdura, che li consegnavano il giorno B. Il giorno C caricavamo i furgoni».

Il vostro punto di forza?

«La velocità è stata la nostra arma vincente, nessun altro in quel momento era riuscito a organizzarsi… alla frutta e verdura si sono aggiunti il pane, la carne, il vino, grazie a partnership che abbiamo stabilito con altri fornitori. In questi due mesi i nostri ricavi mensili sono raddoppiati, da 200mila a 400mila euro».

Cosa è successo dopo questa fase così strana?

«La domanda organica è scesa, e il mercato è diventato supercompetitivo, sono nati altri siti di consegna di prodotti freschi. Stiamo imparando a leggere i numeri per poter essere sempre profittevoli. Ma tanta gente che ci ha scoperto sta continuando a utilizzare il nostro servizio».

Tratto dall’articolo “La nuova normalità: l’e-commerce” pubblicato su Millionaire di giugno 2020. 

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L’apertura dell’articolo pubblicato su Millionaire di giugno 2020.
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1 COMMENTO

  1. per aprire un ecommerce si deve fare la comunicazione al comune e alla camera di commercio per l’attività di vendita a distanza, e attendere 30 giorni il silenzio-assenso. Un ingrosso non può fare vendita al dettaglio se non è compresa nell’Ateco dell’attività. Ok l’emergenza pandemia ma le regole dovrebbero essere uguali per tutti.

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