Lorenzo Insigne: dalla strada alla Nazionale

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Tra i 23 azzurri che il ct Antonio Conte ha portato con sé in Francia per Euro 2016 c’è anche uno “scugnizzo”: Lorenzo Insigne.

Nato e cresciuto nella difficile provincia partenopea, dove il calcio è anche opportunità di riscatto sociale, Lorenzo è il secondogenito di una famiglia composta da papà Carmine e mamma Patrizia che hanno quattro figli, tutti calciatori dietro alla passione del papà che da giovane era dilettante. Uno dei fratelli, Antonio, ricorda: “Ho insegnato io a Lorenzo a calciare. Giocavamo insieme quaggiù e ce le siamo fatte tutte le terre qui intorno. Lorenzo perdeva con me, e piangeva. Aveva neanche sette anni e non ammetteva sconfitte. Io ridevo, poi baravo. Lo facevo vincere così non ero costretto a sentirlo“.

La difficile realtà: pochi soldi e lavoro precario
Una famiglia umile ma molto unita. I soldi scarseggiano, ma papà Carmine lavora duro per non far mancare nulla alla famiglia. Ma un giorno la strada si fa durissima: la fabbrica di scarpe nella quale lavorava Carmine chiude. Si ritrova disoccupato, ma bisogna arrangiarsi e i figli sono pronti a rimboccarsi le maniche e dare una mano. Così anche Lorenzo inizia a lavorare e al mattino vende vestiti al mercatino di Frattamaggiore mentre al pomeriggio si allena. Arrivano i primi spiccioli e si compra le scarpe dell’idolo Ronaldo per sé e per suo fratello Antonio. Lorenzo non è uno di quelli che pensano che il successo arrivi per caso. Mentre i suoi coetanei se la spassano, lui corre dietro a un pallone per inseguire un sogno.

“Sei nato picolino, che cosa ci vuoi far…”
Ma a ostacolarlo sulla strada del successo c’è anche un problema fisico: l’altezza. Lorenzo è troppo basso di statura e sin dal primo giorno alla scuola calcio, a 8 anni, chi lo osserva lo giudica troppo piccolo. Ma con la palla tra i piedi il ragazzino incanta. Accade così che Giuseppe Santoro, allora responsabile del settore giovanile del Napoli lo nota e si innamora di Lorenzo e fa di tutto per portarlo a giocare in maglia azzurra. Per 1.500 euro Lorenzo passa al Napoli all’età di 15 anni, cresce e convince prima con gli Allievi e poi con la Primavera. Nella stagione 2009-2010 segna 15 gol che gli valgono anche l’esordio in prima squadra che avviene il 24 gennaio 2010, durante Livorno-Napoli.

L’incontro decisivo, le difficoltà e l’esplosione
Il Napoli lo manda “a farsi le ossa” viene prestato prima alla Cavese e poi al Foggia dove incontra il guru Zdenek Zeman che legge subito il grande potenziale di Insigne. Gli inizi per Lorenzo sono durissimi: lontano da casa, manca la famiglia e assaggia la frusta di Zeman. Ma a fine anno i numeri parlano chiaro: 33 presenze e 19 gol. Zeman lo adora e l’anno dopo lo porta con sé a Pescara. Qui stupisce tutti e porta la squadra abruzzese in serie A realizzando 18 reti e 14 assist. È arrivato il momento di tornare a casa, firma un contratto col Napoli fino al 2017. In un Napoli-Palermo del 2013 gioca pochi minuti di partita con il fratello Roberto che all’epoca giocava nella squadra Primavera. Una gioia immensa per papà Carmine che vedrà i suoi due figli per qualche minuto giocare insieme. Arriva il primo, stupendo gol in Champions League al Borussia Dortmund. Ma a Napoli il rapporto con gli esigenti tifosi è difficile, viene fischiato e lui è deluso. A novembre 2014 poi piove sul bagnato: si infortuna gravemente al ginocchio. Lorenzo è costretto a un lungo stop dopo il quale potrebbe non ritornare quello di un tempo data la gravità dell’infortunio. Ma ad aprile rivede il sole e contro la Sampdoria segna un gol fantastico. È la fine di un incubo, delle polemiche, dell’infortunio e della sofferenza di quei mesi. E il “piccolo” Lorenzo sogna di fare grande l’Italia.

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