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Detriti spaziali: il monitoraggio parte da Matera

La stazione spaziale lucana sarà designata per monitorare l’andamento degli asteroidi diretti verso la Terra.

 

Matera, ex capitale della cultura diventa la provincia responsabile del monitoraggio dei detriti spaziali diretti verso la Terra. A seguito del successo ottenuto dalla missione “Dart”, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 settembre di quest’anno, la stazione spaziale con sede nella provincia di Matera è stata designata per la sorveglianza e lo studio degli asteroidi spaziali, al fine di proteggere il pianeta Terra da possibili attacchi futuri.

 

Un piccolo passo indietro

Non molto tempo fa è stato identificato dalla Nasa un asteroide diretto verso la Terra, una notizia che ha provocato non poca preoccupazione. Naturalmente, la stazione spaziale statunitense non si è lasciata prendere dallo sconforto e ha immediatamente avviato una missione con l’obiettivo di deviare l’orbita dell’asteroide.

Da qui nasce la missione “Dart”, una sonda spaziale lanciata in orbita nella notte tra il 26 e il 27 settembre, scagliatasi verso il piccolo asteroide, distruggendosi. Una missione che da pochi giorni è stata dichiarata un successo, la conferma dell’avvenuta deviazione è pervenuta mercoledì 12 ottobre.

Un impatto violentissimo, che ha scagliato in aria una nube di polveri e detriti così intensa e persistente da dare all’asteroide l’aspetto di una cometa, ha osservato Lori Glaze, direttore della divisione di Scienze planetarie della Nasa. Il tutto, ripreso dal satellite LiciaCube di provenienza italiana, realizzato dall’azienda Argotec e coordinato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi).

 

Cacciatori di asteroidi

A seguito quindi, di diversi eventi e di una maggiore esigenza di sicurezza planetaria, da Asi parte il progetto per installare quattro telescopi in grado di monitorare la “spazzatura” del cielo e proteggere lo Spazio da rischi di collisione tra satelliti artificiali e detriti. I 4 telescopi “Flyeye” imitano la complessa struttura oculare della mosca con 16 camere ottiche e un campo visivo straordinario.

L’installazione del primo avverrà presso il centro spaziale di Matera, dando il via a un progetto che prevede il posizionamento strategico degli stessi in diverse parti del globo, in entrambi gli emisferi. Insomma, una fusione tra Ghostbusters, i cacciatori di fantasmi, e The Big Brother, di George Orwell.

Il progetto partito da Matera, prevede di sviluppare un network di sensori ottici e una nuova stazione laser, oltre a un centro di calcolo che acquisirà i dati da tutti i telescopi restituendo una serie di informazioni sulla distribuzione di oggetti che costituiscono una minaccia per il nostro Pianeta. Una sorta di catalogo che consentirà di sapere esattamente la quantità e la posizione dei detriti, rendendo le orbite più sicure per i satelliti attraverso specifiche azioni preventive.

“Il Centro spaziale di Matera è un’infrastruttura strategica per le attività spaziali italiane. Stiamo lavorando per accrescerne il ruolo e aumentarne le funzioni” spiega Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, aggiungendo: “Matera oltre che polo di riferimento per i dati dell’osservazione della Terra, sarà sempre più centrale anche nel settore della difesa planetaria.”

 

 

Space Center di Matera, investimenti ed espansione

Per la stazione spaziale lucana è previsto anche un progetto di potenziamento, attraverso la realizzazione del laboratorio “Matera Space Center Lab”, uno stabilimento destinato a diventare parte del segmento mondiale dedicato allo studio dei detriti spaziali e degli oggetti potenzialmente pericolosi.

“Sul centro materano, si prevedono, inoltre investimenti sulle infrastrutture che ci permetteranno di aumentare in maniera significativa i servizi legati alla produzione di dati spaziali. Una componente essenziale della Space economy” aggiunge Giorgio Saccoccia.

Al momento, per l’installazione di tutti e 4 i telescopi, uno dei quali è stato finanziato con il piano triennale delle attività dell’agenzia spaziale italiana (Asi), sono previsti 55 milioni derivanti dai fondi del PNRR destinati alla ricerca spaziale, una somma totale di 880 milioni di euro.

Di questi, il 5% verrà destinato allo Space center di Matera: “Oltre 40 milioni di euro che – sottolinea il direttore dei programmi Asi, Roberto Formaro – Si possono triplicare proprio grazie a ulteriori finanziamenti previsti nel PNRR, e all’indotto che ne potrebbe derivare per il potenziamento della base lucana e l’installazione di infrastrutture per lo Space Traffic management a servizio dell’intera comunità scientifica mondiale.”

Il progetto “Laboratori di Matera” punta sulle eccellenze nel telerilevamento spaziale del centro Asi, l’obiettivo è rafforzare la competitività dell’industria di valorizzare i risultati della ricerca e supportare gli utenti finali nell’utilizzo consapevole e produttivo di nuove applicazioni e servizi, oltre alle notevoli conseguenze positive in termini occupazionali.

 

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