«Dovete crederci fino alla fine»

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La squadra in casa è sotto di due gol, presi in tre minuti (rigore e svarione difensivo). Intervallo. Che cosa può dire l’allenatore nello spogliatoio? «Vi voglio più coraggiosi: dovete crederci ancora» ha chiesto Vincenzo Montella ai suoi giocatori. Fiorentina Juventus di ieri è una partita il cui insegnamento va al di là dello sport. E sconfina nella vita.

La vita difficile di Giuseppe Rossi, 26 anni, un talento precoce, che gioca con successo in Italia e all’estero. Fino a un rovinoso infortunio. E poi un altro stop. La sua carriera sembrava finita. Poi la Fiorentina lo ha acquistato, quando era ancora in fase di recupero. E ha scommesso su di lui. Scommessa vinta. Pepito è ora capocannoniere del campionato con otto gol (più di uno a partita). E punto di riferimento della Nazionale.

E dire che ieri non era partito bene. Dopo pochi minuti, Rossi sembrava già fuori gara per un dolore muscolare conseguente a un movimento brusco. Il giocatore esce dal campo, ma bastano un paio di massaggi per restituirlo alla partita. E alla storia.

Nel secondo tempo, la Fiorentina ci crede. A venti dalla fine, acciuffa il 2 a 2. Risultato storico, contro una nemica giurata, la Juventus. Ma non si accontenta. E’ da 15 anni che non la batte. L’ultima volta c’era Batistuta, di cui i bomber bianconeri imitano il gesto di esultanza, in segno di scherno. Ma il pubblico viola non apprezza. E il destino ci mette lo zampino.

La Fiorentina è d’accordo con Ligabue («Chi si accontenta gode… così così…»). Pepito mette a segno una tripletta e la partita finisce 4 a 2.

La vita può prenderti a schiaffi, ma tu puoi anche restituirglieli con gli interessi. E hai fino all’ultimo minuto utile per riuscirci.

Lucia Ingrosso

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