E io arrotondo

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Quattro universitari, una casa in comune e un bed & breakfast eco.

Succede a Bologna dove, per pagarsi gli studi e le bollette, quanto studenti del Dams hanno deciso di trasformare il loro appartamento in un b&b green. Colazione bio, detergenti ecocompatibli, energia da fonti rinnovabili.

Si chiama La Ciliegia (http://la-ciliegia.blogspot.com) e si trova in pieno centro storico.

Racconta Antonio Privitera, 27 anni, uno dei quattro studenti-imprenditori:

La nostra ospitalità rispetta il Pianeta: la colazione bio è a base di prodotti a km zero, per la pulizia usiamo detergenti ecologici, abbiamo lenzuola colorate per non lavare ad alte temperature e non le stiriamo per risparmiare sull’energia”

La Ciliegia copre un’area di mercato ancora vergine nel capoluogo emiliano: finora la ricettività a basso impatto ambientale era presente solo negli agriturismi fuori città» spiega Privitera, che nella vita si occupa di reportage e documentari ma che, grazie al b&b, arrotonda con gli amici le sue entrate.

L’iniziativa è già partita con il piede giusto: in aggiunta ai numerosi ospiti, che pagano la camera con un prezzo che va da 35 a 70 euro, il sito web ha raggiunto quasi 10mila visite in due mesi.

«Siamo in centro, e questo facilita l’attività. Ma il 50% dei viaggiatori, tra cui anche diversi stranieri, ci sceglie per la nostra sensibilità ecologica. E per pulire e organizzare la casa ci siamo divisi i compiti: un’ora al giorno per tutti» sottolinea Privitera.

L’attenzione all’ambiente è quindi diventata una strategia di business che funziona anche in tempi di crisi?

Sì. Ne è convinto Alessandro Bisceglia, presidente di EcoWorldHotel (www.ecoworldhotel.com), Gruppo di alberghi e b&b ecosensibili.

L’effetto “moda” c’è, è innegabile. Ma per una buona fetta di consumatori, un comportamento ecocompatibile è un must: stiamo parlando di turisti disposti a pagare tariffe più care del 10-20%, in cambio di servizi non inquinanti.

Sui portali turistici gli operatori “in verde” raccolgono almeno il 10% in più dei consensi e riescono a fare concorrenza alle strutture low cost. Per ora però in Italia le strutture attrezzate sono soltanto un centinaio». C’è ancora spazio, quindi, per chi volesse guadagnare sfruttando una camera di casa in un’ottica di sensibilità ecologica.

 

Le soluzioni domestiche a basso impatto

si stanno infatti facendo largo nel mercato e sono adottabili con facilità. Gli importi non sono proibitivi.

I quattro studenti di Bologna hanno investito circa 4mila euro per allestire una stanza matrimoniale e una doppia secondo la filosofia green: «Abbiamo usato mobili di recupero, dal mercato dell’usato o salvati dai ripostigli di parenti e amici. E i pochi interventi necessari per il riordino degli spazi sono stati eseguiti da noi».

100% green, b&b sempre pieno

La spesa è maggiore nel caso di interventi di ristrutturazione, ma i risultati ripagano dagli investimenti più “salati”.

Lo dimostra la storia di Alfredo Ingegno, un architetto che ha aperto a Firenze il b&b green Casa dei tintori (www.casadeitintori.it): «Abbiamo scelto materiali naturali come laterizio e pietra, tende in cotone, mobili in legno. Installati poi sensori per il risparmio energetico, climatizzatori ad alta efficienza, filtraggi per l’acqua potabile…

Abbiamo speso circa il 20% in più degli importi necessari a un’abitazione tradizionale, ma ne è valsa la pena.
Un esempio su tutti è quello dei materassi, anallergici, richiesti dalla maggior parte dei nostri ospiti. Grazie ai nostri accorgimenti, contiamo su un’occupazione media di 240 giorni l’anno e un fatturato di circa 40mila euro».

Le tariffe delle camere “verdi”, da 35 euro, sono in linea con quelle tradizionali, ma la gestione di una struttura meno inquinante è più leggera: «Gli impianti ecologici consumano meno energia, e anche gli ospiti sono attenti al risparmio: richiedono meno cambi di biancheria, non sprecano…» commenta Bisceglia.

Risparmiosa anche la promozione

, perché la rete consente il lancio dell’attività con la sola apertura di un indirizzo web, praticamente gratis con il ricorso a social network come Facebook e blog come Blogspot.

Nemmeno la presenza su portali di settore richiede troppi esborsi: molti indirizzi la offrono gratis.

Importante invece una certificazione di ecocompatibilità: per i viaggiatori del Nord Europa e di molti americani è un biglietto da visita indispensabile» avverte Bisceglia.

Gli importi sono diversi a seconda degli enti che rilasciano gli attestati, ma si parte da versamenti inferiori a 100 euro l’anno. La marcia in più per chi si propone in “verde” è però la pulizia, da gestire con prodotti naturali. «È la buccia di banana per la maggior parte degli operatori. Eppure non è necessario essere maghi per capire che deve essere sempre accurata» conclude Bisceglia. Conoscenza delle lingue straniere, cordialità nei rapporti interpersonali e capacità di problem solving fanno il resto.

3 regole per una casa green

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  • ACQUA. Il primo imperativo è il risparmio d’acqua: da accorciare i risciacqui degli elettrodomestici. Da predisporre poi circuiti che la filtrano e la riciclano per riempire sciacquoni, lavare pavimenti, innaffiare giardini: sì al riutilizzo di acqua piovana.
  • ENERGIA. È bene dotarsi di serramenti anti-spreco, lampadine a basso consumo, biancheria colorata (si lava a temperature inferiori). Le superfici vanno isolate e vanno installati impianti per la produzione da fonti rinnovabili (solare, fotovoltaico…). Lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico.
  • RIFIUTI. La gestione dei rifiuti deve essere differenziata e la spazzatura va ridotta al minimo. Nel rispetto delle norme igieniche in vigore, sono da preferire i dispenser alle confezioni usa e getta e i prodotti con packaging ecologici.

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 Come si apre un b&b

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  • Accertati che il regolamento di condominio non vieti l’uso dei locali all’attività ricettiva.
  • Controlla l’idoneità degli spazi da affittare (da 9 mq per una singola…).
  • Dota le camere dei requisiti minimi di legge (comodino, lampada, una sedia a persona, armadio, specchio, presa di corrente e cestino portarifiuti, in bagno è necessario il bidet e il pulsante di chiamata allarme oltre a una presa, doccia o vasca…).
  • Chiedi a un tecnico la certificazione dell’idoneità degli impianti (elettrico, riscaldamento…).
  • Denuncia l’attività presso il Comune e dichiara i prezzi alla Provincia: la residenza del titolare è obbligatoria.
  • Organizza un servizio di pulizia camere (quotidiano) e di fornitura biancheria (almeno due volte a settimana), in aggiunta a quello di prima colazione (con alimenti confezionati oppure preparati da artigiani locali, in rispetto alle norme igieniche Haccp).
  • Non è necessaria Partita Iva se l’attività è saltuaria, ma bisogna rilasciare ricevuta non fiscale, denunciare le presenze all’Autorità locale di pubblica sicurezza e alla Provincia (per fini Istat), tutelare i dati personali degli ospiti. Attenzione: ci sono leggi regionali e comunali integrative alla normativa ministeriale

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www.anbba.it

Maria Spiezia

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