È morto Gilberto Benetton, tra i fondatori del gruppo insieme ai fratelli

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Sede centrale di Benetton Group - Foto di Corrado Piccoli

È morto ieri a Treviso Gilberto Benetton, tra i fondatori dell’omonimo gruppo insieme ai fratelli Carlo, Giuliana e Luciana. Classe 1941, ha trascorso la sua vita lontano dai riflettori. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un uomo schivo, riservato e semplice, non avvezzo agli sfarzi e alla vita mondana.

«È spirato nella sua casa di Treviso, dopo un breve periodo di malattia. L’hanno assistito la moglie Lalla, le figlie Barbara, Sabrina e il genero Ermanno», si legge in una nota della famiglia Benetton.

Cavaliere del Lavoro, Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore e Stella d’oro al Merito Sportivo, Gilberto ha fondato il Gruppo Benetton nel 1965. Tra i principali artefici della diversificazione del business, che negli anni si è allargato dall’abbigliamento alle infrastrutture, è stato l’anima finanziaria del gruppo, l’unico tra i fratelli presente nel cda di Atlantia, la holding di famiglia per le infrastrutture autostradali e aeroportuali. Vicepresidente di Edizione Srl, presidente di Autogrill, consigliere di Autostrade, Mediobanca, Pirelli e Allianz, dal 2012 ha fatto parte dell’Italia Basket Hall of Fame, per la sua esperienza con la Benetton Pallacanestro Treviso. Secondo Forbes, era il 12º uomo più ricco d’Italia. Negli ultimi mesi aveva sofferto per la morte del fratello Carlo, scomparso lo scorso luglio. Un duro colpo è stato anche il crollo del Ponte Morandi, a Genova.

Il presidente di Confindustria Veneto Matteo Zoppas ha detto: «Gilberto, insieme a Carlo, apparteneva a quella classe imprenditoriale che ha fatto grande il Veneto e l’Italia nel mondo». Nella nota di Atlantia si legge: «La sua riservatezza, la sua passione per le sfide e la sua ambizione di crescita globale ci hanno accompagnato e guidato nei tanti anni di lavoro comune, in cui abbiamo potuto apprezzare le straordinarie qualità dell’uomo e la grande capacità di visione dell’imprenditore». Anche il sindaco di Treviso Mario Conte lo definisce «un imprenditore sopraffino che ha scritto pagine importanti e di successo della storia economica, culturale e sportiva non solo di Treviso ma di tutta Italia».

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